Viva San Siro

Viva
San Siro

da un’idea di Fabio Ranfi

responsabile prodotti editoriali
Elena Inversetti

con i contributi di
Mariapia Fumarola
Emanuela Persico
Caterina Buracchi
Filippo Degli Esposti

“Sono brasiliano, appassionato di calcio e visito l’Italia, e in particolare Milano, frequentemente, per cui mi sento toccato dalla questione del destino di questo stadio quasi centenario

Così recita l’incipit della lettera che Igor, un tifoso dall’altra parte del mondo, scrive al Comitato Coordinamento San Siro.
La diatriba tra ristrutturare o costruire ex novo lo stadio Meazza è ormai accesa da diversi anni e non più solo una questione locale bensì internazionale: non ha raggiunto solo tifosi come Igor, ma anche l’Unione Europea tramite una petizione contro l’abbattimento dello stadio attuale inoltrata dal comitato di cittadini del Coordinamento San Siro.


La Commissione ad inizio anno ha accolto, con voto unanime, la petizione con procedura d’urgenza, per cui la discussione al Parlamento Europeo potrebbe essere già calendarizzata per la primavera del 2021. [Aggiornamento del 30/03/21: La petizione è visibile sul sito del Parlamento Europeo e si può firmare da qui https://www.europarl.europa.eu/petitions/it/home?fbclid=IwAR3gHeTvBcpfzqiPH8TAyFqT9d-N_Za2UCVZMd1OzImjZBEBHSwsBNd5JzA] Ma perché una questione così locale attira una così vasta attenzione pubblica? San Siro incarna valori differenti: dall’emotivo all’architettonico, dallo storico all’economico. Quindi, per avere un’opinione chiara sulla questione, è necessario un maggior approfondimento.

e tu?
quanto conosci San Siro?

1925

L’idea e il progetto della cittadella dello sport

Piero Pirelli, imprenditore e presidente del Milan, ha un progetto: uno stadio per le partite della propria squadra. Piero investe 5.000.000 di lire per iniziare la costruzione del nuovo stadio. Il posto è stato scelto: vicino all’Ippodromo del trotto.
L’obiettivo? Creare un grande polo sportivo per Milano.
La così detta “Cittadella dello Sport”.

Fine dei lavori e la partita di inaugurazione

Iniziano i lavori e in soli 13 mesi lo stadio è pronto: 35.000 posti a sedere per i tifosi con quattro tribune rettilinee. Siamo al 19 febbraio 1926 ed è l’ora di provare sul campo i risultati di questo nuovo grande progetto. Si gioca la prima partita della storia di San Siro, Milan – Internazionale. Il primo derby di San Siro che termina con un 3-6 per l”inter. Risultato sicuramente non felice per il presidente Pirelli, ma poco importa: San Siro è pronto ad ospitare tutte quelle partite che entreranno nei cuori di milioni di tifosi.


1926
1927 – 1935

I primi anni

Nel 1927 è il turno della prima partita della Nazionale. Gli Azzurri giocano contro la Cecoslovacchia ed il match termina con un pareggio: 2-2. Il risultato non conta perché in quel momento, consapevolmente oppure no, sta pian piano avvenendo un cambiamento epocale nella percezione di questo sport da parte di tifosi e sportivi. 
Il cambiamento diventa ancora più evidente nel 1934: San Siro è il teatro degli ottavi e dei quarti di finale dei Mondiali, ma soprattutto della semifinale del 3 giugno: Italia – Austria. L’Italia segna al 19’ grazie ad Enrique Guaita e vince la partita che la porterà alla finale contro la Cecoslovacchia, con San Siro come sfondo della sua vittoria.
Dopo i Mondiali, il Comune di Milano nel 1935 pensa bene di acquistare lo stadio e di far partire delle ristrutturazioni che rendano San Siro ancora più capiente. Da 35.000 i posti a sedere diventano 55.000, con la costruzione di quattro curve di raccordo tra le tribune. I lavori terminano tre anni dopo e l’amichevole Italia – Inghilterra del 13 maggio 1939 sarà la prima partita a San Siro nella sua nuova veste.

foto:
Stagione 1932-33 Milan vs Lazio – Unknown author, Public domain, via Wikimedia Commons

San Siro dopo la guerra

Solo la Seconda Guerra Mondiale fermerà le partite. Il silenzio durerà fino al 1947, anno in cui anche l’Inter potrà chiamare San Siro “il nostro stadio”. Proprio a partire dalla stagione ’47-‘48, infatti, l’Inter inizia a giocare le sue partite qui.

1947
1955

Il secondo anello

Nel 1955 il progetto San Siro diventa ancora più ambizioso. Si decide di ampliare lo stadio. Viene realizzata una struttura portante per un secondo anello di tribune che sovrastano, e in parte coprono, le vecchie. La capienza totale sale così a 85.000 posti. L’immagine architettonica viene ammodernata dalle rampe elicoidali che permettono l’accesso al secondo anello. Due anni dopo queste modifiche, nel 1957, viene costruito l’impianto di illuminazione. San Siro è il primo stadio in Italia a poter ospitare partite in notturna. Dieci anni più tardi viene installato anche il tabellone luminoso elettronico.

Stadio Giuseppe Meazza

Nel 1980 il mondo del calcio subisce un duro colpo. Muore Giuseppe Meazza, conosciuto da tutti come Peppin’, giocatore milanese sia dell’Inter che del Milan e due volte Campione del Mondo con la Nazionale. E proprio per questa ragione si sceglie di dare a San Siro il suo nome. «A Giuseppe Meazza, espresso dal suo cuore generoso, il Popolo di Milano intitola questo glorioso stadio più volte illuminato dalle sue gesta d’Atleta», si legge sulla targa fuori dalla struttura. Da questo momento in poi sarà lo “Stadio Giuseppe Meazza”, nonostante nell’immaginario collettivo sia rimasto sempre il grande San Siro.

foto:
www.giuseppemeazza.it


1980
1980

Musica a San Siro

Il 1980, però, diventa un anno memorabile per San Siro che inizia ad ospitare anche i concerti di alcuni tra i più importanti artisti internazionali. Bob Marley, Bruce Springsteen, Bob Dylan, David Bowie, Michael Jackson, Rolling Stones sono solo alcuni degli artisti che hanno suonato al Meazza.

foto:
Edoardo Benatto a San Siro
dalla Pagina Facebook di Edoardo Bennato

Italia ’90

In occasione della Coppa del Mondo del 1990, lo stadio subisce un ulteriore e profondo rinnovamento. La soluzione architettonica è sorprendente: la costruzione di un terzo anello e la copertura di tutti gli 85.700 posti a sedere. Lo stadio così ampliato viene ufficialmente inaugurato il 25 Aprile 1990, poche settimane prima della partita di apertura dei Mondiali.
Proprio durante questo evento sportivo San Siro ospiterà una partita storica, quella tra Germania Ovest e Jugoslavia, squadre che da lì a pochi mesi non sarebbero mai più esistite.
La stessa Germania Ovest vincerà il Mondiale.

1990
1996

Museo a San Siro

Nel 1996 il Meazza è il primo stadio in Italia ad avere al suo interno un museo dedicato alle proprie squadre di casa: Inter e Milan.

foto:
San Siro Museo da https://www.sansirostadium.com/museum-tour/museum


Tra gli stadi più belli d’Europa

Nel 2009 lo storico quotidiano londinese Times pubblica uno speciale in cui giornalisti ed ex calciatori stilano diverse classifiche sul mondo del football.
San Siro, nella classifica degli stadi più belli del mondo, è secondo solo al tedesco Westfalenstadion di Dortmund. Lo stadio è descritto così dal quotidiano: «La pri­ma volta che entri al Meazza non puoi non trattenere il fiato. Illuminato, sembra una nave spaziale atterrata nella periferia mi­lanese. Potrebbe essere messo a confronto con la Morte Nera, e vincere». 

[The top ten football stadiums
The Times]

foto:
 https://www.flickr.com/photos/prijordao/, CC BY-SA 2.0


2009
2015 – 2016

Le ultime modifiche

Nell’estate del 2015 sono stati realizzati nuovi lavori per il primo anello in vista della finale di Champions League del 2016. Dopo aver diminuito gli spettatori a 80.018, il Meazza viene adattato agli standard europei richiesti dalla UEFA. Inoltre, il fossato tra la tribuna ed il campo da gioco viene modificato per ospitare 140 poltroncine che permettono di assistere alla partita da una posizione d’eccellenza a bordo campo.

foto:
Jose Luis Hidalgo R., CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons

1926

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2021

Lo sport che ha fatto la storia di San Siro

L’Italia non ha mai perso a San Siro

44

partite giocate a San Siro dalla Nazionale Italiana di calcio

Finali di Champions League

4

di cui una giocata dall’Inter (vs Benfica nel 1965)

Record di spettatori abbonati

71.895

alla stagione 1992/93 per il Milan

La partita inaugurale viene disputata il 19 settembre 1926 tra le due squadre meneghine. San Siro è ancora solo la casa del Milan, mentre l’Inter giocherà all’Arena fino al 1947.

L’intensità, la voglia di prevalere e il carisma in campo ci sono già tutti, a segnare la storica rivalità tra le due squadre.

I Rossoneri passano subito in vantaggio, incoraggiando così la speranza dei tifosi che vorrebbero una prima volta da ricordare.

Ed è così… ma è la Beneamata che, dopo aver cambiato marcia, con un’azione dopo l’altra prende coraggio e ribalta il risultato, realizzando sei gol di fila.

La partita si conclude con un rocambolesco 3-6. È il presagio di un futuro ricco di sfide, colmo di passione e di odio, pieno di voglia e di coraggio. Un dualismo rappresentativo per la città di Milano.

Il quartiere San Siro come patria condivisa, lo stadio come simbolo di rivalsa, il terreno come campo di battaglia. Onorare i propri colori per preservare il proprio valore, prevalere sui nemici per dimostrare di essere la migliore squadra di Milano.

Dopo la prima sconfitta in territorio americano, il primo settembre 1960, a Milano, proprio allo Stadio San Siro, si disputa uno dei più importanti incontri di pugilato mai combattuti in Italia: il secondo match (ritorno) dei pesi superleggeri (welters junior).

Duilio Loi, 32 anni, da una parte, Carlos Ortiz, 24 anni, dall’altra. Il match passa alla storia per il record di spettatori paganti per un incontro di pugilato: 53.043 persone per un incasso di oltre 100 milioni di lire.

Il campione triestino vince l’incontro, laureandosi Campione del Mondo, nonostante il voto non sia unanime: solo due giudici su tre lo dichiarano vincitore ai punti.

La “bella” viene disputata l’anno successivo sempre all’interno dello Stadio San Siro il 10 maggio 1961. Un Loi, forte della sua esperienza, conduce il match, riuscendo a chiudere i conti con una vittoria ai punti e mantenendo il titolo, scrivendo una delle pagine più memorabili della storia del pugilato italiano.

Anche grazie a questo scontro e ad un record in carriera di 115 vittorie -8 pareggi – 3 sconfitte, Loi è stato sepolto nel Cimitero Monumentale di Milano, al fianco di tanti altri atleti che a San Siro hanno dimostrato il proprio valore.

Il 27 maggio 1965 viene disputata per la prima volta a San Siro una finale di Coppa dei Campioni (vecchia denominazione della Champions League). Inoltre una delle due squadre in gara è l’Inter. Strana coincidenza che vede i nerazzurri scontrarsi con il Benfica, società simbolo del Portogallo, che detiene il cartellino di Eusebio, uno dei calciatori più carismatici della storia del calcio.

Spinta da oltre 77.000 spettatori, numero da considerarsi per difetto, dato che non c’erano seggiolini numerati o biglietti registrati, l’Inter resiste agli assalti dei giovani talenti portoghesi e, sul finire del primo tempo, passa in vantaggio con Jair, assistito dalla palese ed involontaria complicità del portiere avversario.

La partita, sofferta per tutto il secondo tempo, viene portata a casa dai Neroazzurri che riescono a bissare il successo dell’anno prima, vincendo, così il secondo titolo europeo.

Questa volta però vale molto di più: vincere in casa, davanti al proprio pubblico, unito e compatto, dentro e fuori dallo stadio, è tutta un’altra gioia. Inoltre l’Inter è l’unica squadra europea, insieme al Barcellona, ad aver vinto la Coppa dei Campioni in casa.

Corre l’anno 1974, precisamente il 25 settembre. Quella sera si svolge il match amichevole tra Italia-Scozia, terminato con il punteggio di 3-0. Per i giornali dell’epoca la partita passa alla storia come un evento straordinario, quasi fosse “una partita d’esibizione” a cui assistono più di 10.000 spettatori.
O meglio, di scettici. Tanto che la maggior parte della carta stampata ironizza sulla prestazione delle atlete con titoli come: “L’Italia sembra l’Olanda, purtroppo sono donne”.

Siamo nel 1988, precisamente il 2 aprile e per la prima volta entra a San Siro una palla ovale, quella del Rugby, per il match di Coppa FIRA tra Italia e Romania.

L’incontro viene dominato e vinto dagli ospiti, ma il fattore più importante è la sfida su un campo che in genere è appannaggio del calcio, una data storica per lo stadio e per il movimento del Rugby italiano che però registra solo poco più di 10.000 spettatori.

Questo evento è solo il preludio di quello che succederà poco più di 20 anni dopo, quando il Test Match del 22 ottobre 2009 tra Italia e All Blacks rimarrà nella storia e farà registrare il tutto esaurito con oltre 80.000 spettatori; quell’anno solo la partita di Champions League tra Milan e Real Madrid raggiungerà questi numeri.

La gara è contornata da uno scenario alquanto suggestivo: da un lato i Neozelandesi cantano, gridano e incutono timore con la loro Haka; dall’altro il pubblico dagli spalti risponde intonando l’Inno di Mameli che sembra a sua volta un grido di battaglia.

L’8 giugno 1990 San Siro prende in prestito per una notte il soprannome dell’Old Trafford, stadio di Manchester e diventa così il “Theatre of Dreams” (Teatro dei Sogni). Va in scena, infatti, una delle partite che ancora oggi viene ricordata con entusiasmo e un po’ di incredulità. 

Si tratta del match inaugurale del Mondiale del ’90 che si disputa in Italia.

Le squadre che devono contendersi i primi punti del torneo sono: l’Argentina, campione in carica uscente e tra le favorite grazie alla presenza di Maradona il Pibe de Oro, e il Camerun, destinato sulla carta a fare da vittima sacrificale.

L’Argentina impone il proprio gioco, conquistando facilmente il controllo sugli avversari.

Dopo il primo tempo a reti bianche, la squadra africana rimane con un giocatore in meno dal 61’ minuto. Sembra dunque scritta la parola fine per la compagine camerunese… e invece succede l’impossibile.

Punizione laterale per i verdi-rosso-gialli. La palla schizza in alto, dopo una deviazione, e su di essa si avventa il giovane Francois Omam-Biyik che porta in vantaggio i Leoni.

Gli assalti di Maradona vengono tutti respinti, tanto che la Nazionale africana termina l’incontro senza subire gol, nonostante due espulsioni subite e i “soli” nove giocatori in campo.

È una delle più grandi imprese nella storia del Calcio: come poi canteranno Edoardo Bennato e Gianna Nannini, quelle sì che sono state “Notti Magiche”.

Il 5 ottobre 2020 viene disputata per la prima volta a San Siro una partita ufficiale del Campionato di Serie A femminile. L’incontro vede fronteggiarsi Milan e Juventus che alla fine si aggiudica la partita.
È dai primi anni Trenta che le donne giocano a calcio e che ne rivendicano l’importanza, chiedendo la stessa considerazione che viene data al calcio maschile. C’è voluto un po’ di tempo, ma sembra che ce la stiano facendo ed oggi anche San Siro fa parte di questa storia. Gli spettatori di questo incontro, infatti, sono soltanto 1.000, per lo più invitati, ma la scarsa partecipazione, dicono i più esperti, è dovuta solo alla situazione pandemica in corso.

Lo stadio di San Siro durante uno dei tanti concerti di Vasco Rossi

I wanna love you and treat you right.

Qualcuno forse le avrà già riconosciute, quelle qui sopra, sono le prime parole della canzone Is This love di Bob Marley. Per molte persone questa frase ha un sapore diverso, quello di un ricordo vivo ed indimenticabile. È il 27 giugno del 1980, da tempo l’Italia non è allettante per i musicisti stranieri. Troppe situazioni spiacevoli condizionano l’immagine dello Stivale all’estero. Soprattutto dopo il lancio di una molotov durante il concerto di Carlos Santana al Velodromo Vigorelli il 13 settembre del 1977. Bob Marley, nonostante i turbolenti anni di piombo, decide di esibirsi per la prima volta in Italia.

L’evento non è solo il battesimo italiano di Marley, ma anche quello musicale dello stadio San Siro. Il Meazza prima di allora aveva ospitato solo eventi sportivi; è a partire da questa data che il campo da calcio si trasforma sempre più frequentemente in un palco.

È un inizio importante quello del 27 giugno 1980, non è solo un concerto, ma un ritrovo politico. Il rischio che le 100 mila persone presenti si agitino, diffondendo il caos, è molto alto. Fortunatamente mostrano tutti un comportamento esemplare, il solo sprazzo di impazienza che viene mostrato si verifica durante l’esibizione dell’allora sconosciuto Pino Daniele. Ma una volta messo piede sul palco, Marley crea in poche ore la Woodstock tutta italiana, riunendo gli animi intorno ad un unico desiderio di pace.

Il primo italiano a far battere i cuori della folla del Meazza al ritmo delle sue canzoni è Edoardo Bennato. Sono gli anni d’oro dei cantautori e tra gli indimenticabili si annovera proprio lui, Bennato, che dopo aver riempito il San Paolo di Napoli due anni prima, il 19 luglio del 1980 si esibisce a Milano.

Dal 1980 ad oggi sono 130 i concerti ospitati allo Stadio, tenuti da 51 band e cantanti. Da David Bowie a Madonna, dai Red Hot Chili Peppers a Micheal Jackson tutti i grandi della musica passano di qui. 

Ci sono artisti che una volta suonato a San Siro non riescono più a farne a meno, Vasco Rossi è il primo fra questi. Il rocker di Zocca infiamma la Scala del calcio per ben 29 volte. Inizia con la data del 10 luglio 1990 e da lì torna sempre, fino agli ultimi sei live del 2019, quando prenota la struttura per 15 giorni consecutivi.

Gli affezionati non sono solo italiani, anzi. Bruce Springsteen sceglie il Meazza 7 volte, dal 21 giugno 1985 al 5 luglio 2016. Il 25 giugno del 2008 il Boss conosce anche l’altro volto di San Siro, il comitato antirumore. Quella sera il tempo a disposizione si esaurisce troppo presto, gli strumenti sono caldi ed il pubblico vuole il bis di Twist and Shout e American Land, così Springsteen termina 20 minuti più tardi rispetto all’orario, le 23.30, fissato nel regolamento sui concerti e sfora i limiti dei decibel. I residenti di via Tesio sono furiosi: «La casa, i vetri e i lampadari tremavano e mi è venuto un attacco di panico, perché soffro di problemi di cuore. Ho chiamato l’ambulanza», testimonia un residente in zona. Il manager italiano di Springsteen, Claudio Trotta, rischia il carcere per disturbo della quiete pubblica e mancata osservanza dei provvedimenti delle autorità, ma viene assolto al processo d’appello.

Saturnino, bassista e musicista della band di Jovanotti ha suonato 6 volte a San Siro (una volta ospite dei Negramaro)

Il 21 giugno del 2009 sono passati circa due mesi dal terremoto che alle 3.32 del 6 aprile 2009 sconvolge l’Aquila, le ferite sono ancora fresche e le artiste decidono di rimboccarsi le maniche. Laura Pausini, Fiorella Mannoia, Elisa, Giorgia, Gianna Nannini ed altre. Sono 102 le artiste italiane che si esibiscono al Meazza ininterrottamente per tutto il pomeriggio con l’intento di donare il ricavato dell’evento agli Aquilani in difficoltà. Un connubio di solidarietà e musica che intrattiene 60.000 persone dal vivo e 38 milioni di spettatori collegati da casa.

Quell’attimo prima di salire sul palco raccontato da Saturnino

Visite importanti

La visita di Papa Francesco a Milano del 25 Marzo 2017

Lo Stadio Giuseppe Meazza non è solo calcio e musica, ma anche teatro di eventi importanti come la visita di un Papa. Il primo pontefice ad entrare sul campo di San Siro è stato Benedetto XVI il 2 giugno 2012 quando, in occasione della celebrazione della Cresima, incontra i 70.000 ragazzi che stanno per ricevere o hanno appena ricevuto il sacramento nella diocesi meneghina, la più grande del mondo. Il discorso di Sua Santità inizia così: «Cari ragazzi e ragazze. È una grande gioia per me potervi incontrare durante la mia visita nella vostra città. In questo famoso stadio di calcio, oggi i protagonisti siete voi».
Anche Papa Francesco conosce i cresimandi milanesi nel 2017. In occasione della visita del 25 Marzo 2017, dopo le periferie, l’Angelus in piazza Duomo, il pranzo con i detenuti di San Vittore e la grande Messa al parco di Monza, finalmente fa il suo ingresso trionfale al Meazza: 80 mila fedeli lo accolgono con forti applausi, la gioia è tanta e San Siro sa come radunare queste emozioni.

Perché lo Stadio San Siro è batticuore, adrenalina e commozione.
È un braccio che ti sostiene mentre vivi momenti indimenticabili.

Il futuro di San Siro.
Nuovo stadio o ristrutturazione?

Ripercorsa tutta la storia del Meazza, analizziamo da quale istanza nasce la richiesta di dargli un nuovo volto. Qualcuno potrebbe ricordare che durante tutto il campionato 2019-2020 si contavano 2.350 posti in meno per i tifosi. La decisione è stata presa dal Comune di Milano per la registrazione di alcune oscillazioni anomale al terzo anello, in particolare per quelle registrate durante la partita Inter-Atalanta dell’aprile 2019. Non è la prima volta che si verifica questa situazione, vibrazioni con alto valore sono già state registrate nel 2003 durante due concerti di Vasco Rossi. Tuttavia la decisione di chiudere alcuni settori, come puntualizzano i tecnici di Palazzo Marino, non è dovuta ad un effettivo problema di sicurezza, ma per evitare il panico del pubblico, qualora si dovessero avvertire altre oscillazioni anomale. Le valutazioni tecniche, a cura degli ingegneri Mola e Fogazzi, certificano che lo stadio attuale non creerebbe effettive situazioni di pericolo.
Lo stadio inoltre lo scorso Novembre ha passato a pieni voti il collaudo decennale imposto dalle normative.


Le società di Milan e Inter, sostenute anche dal Comitato di cittadini Progetto San Siro, auspicano la costruzione di uno stadio nuovo con conseguente investimento sull’intero quartiere, mentre a sostegno del rinnovo dell’esistente struttura abbiamo il Comitato Coordinamento San Siro.
Facciamo chiarezza su entrambe le soluzioni.

Proposta soluzione 1:

Un nuovo stadio per Milano

Il punto di forza del progetto ex novo è la riqualificazione di tutto il quartiere, inserendo lo stadio all’interno di un contesto urbano ammodernato, creando un nuovo distretto, un po’ sul modello di Porta Nuova e Citylife.

Avvicinando la struttura dello stadio a Via Tesio, si riesce a creare lo spazio adatto per rispondere alla domanda di servizi che, secondo le due società, arriva in primis dai residenti.
Il progetto di Milan e Inter conta 88.350 mq edificabili dedicati ad attività sportive, attività commerciali, intrattenimento, leisure, attività culturali e museali; e altri 91.650 mq per uffici, hotel e centri congressi. 

La rigenerazione della zona attualmente occupata dallo stadio, che sarebbe quindi demolito, è al centro di un numero elevatissimo di proposte, tra cui ad esempio, la realizzazione di una pista da skateboard, una palestra all’aperto, un parco giochi per bambini e un palco teatrale.

Il verde costituisce un elemento fondamentale del progetto che, secondo i costruttori, aumenta le aree erbose dall’attuale superficie di 56.000 mq a 106.000mq.

L’obiettivo è quello di creare un distretto sportivo e d’intrattenimento per tutta la città di Milano. Di questo passo la gestione del traffico potrebbe diventare un problema ancora più pressante, pertanto i due club propongono l’incentivazione della viabilità sotterranea, così da permettere anche una maggiore pedonalizzazione dell’area in superficie.

L’investimento totale ammonta, comprendendo la demolizione dello stadio attuale, la realizzazione del nuovo e la costruzione di tutto il nuovo distretto di uffici e attività commerciali, a 1,3 miliardi di euro da dividere tra Milan e Inter.

L’operazione avverrebbe su un terreno di proprietà del Comune di Milano che per 90 anni darebbe la concessione di utilizzo alle due società di calcio (o a chi per esse).

Qui di seguito potete approfondire il progetto presentato dalle due squadre, leggendo direttamente il PDF consegnato al Comune in occasione della presentazione del masterplan.

I progetti sullo stadio che in queste ore si stanno sfidando per accreditarsi il nuovo volto di San Siro sono due.
Entrambi si prefiggono dei punti comuni: la riduzione del numero dei posti a sedere, così da assicurare una gestione migliore del flusso dei tifosi; il mantenimento delle attuali rampe della Tribuna Est, parte delle Curve Nord e/o Sud e una delle torri per lasciare un segno di ciò che “fu San Siro”. Infine la conservazione come opera museale delle travi rosse della copertura.

La Cattedrale

Lo studio di architettura e design internazionale Populus vanta progetti importanti come il nuovo Tottenham Hotspurs Stadium e lo Stadio di Wembley ed ora avanza anche la sua proposta per la costruzione ex novo di San Siro.

Il nome esemplifica le scelte di design che traggono ispirazione dai simboli di Milano: il Duomo e la Galleria. Il progetto dona al Meazza una forte identità, ancora più riconoscibile quando una luce blu avvolge la struttura portante durante le partite dell’Inter ed i riflessi rossi quando a scendere in campo è il Milan.

La facciata elegante è interamente in vetro così da permettere al sole di illuminare lo stadio durante il giorno.

L’ecosostenibilità è un punto fondamentale, infatti, la galleria è ventilata naturalmente e riscaldata in maniera passiva, mentre i pannelli solari coprono tutto l’edificio e l’acqua piovana viene raccolta per poter essere riutilizzata nell’impianto.


Gli Anelli

Sportium è una società del Gruppo Progetto CMR specializzata nell’ideazione, progettazione e sviluppo di impianti sportivi. Per San Siro, lo studio, ha pensato ad uno Stadio che non dimentichi la sua storia, infatti lo stile cerca di ricordare il vecchio impianto del Meazza, quello a due soli anelli.

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La struttura si costituisce di due anelli che rappresentano il Milan e l’Inter, due club eterni rivali che collaborano per offrire un distretto moderno alla comunità di Milano. Far sentire proprio lo stadio ai tifosi di entrambe le squadre è una necessità che viene rispettata attraverso una forte personalizzazione delle curve e l’accensione di led che si coloreranno all’occasione di rosso o di blu. Così da far sentire a casa sia milanisti che interisti durante i 90 minuti di ogni partita.

Due musei e due negozi uno per squadra, aperti tutto l’anno e pronti ad accogliere tifosi e appassionati di storia milanese. Così Sportium fa la sua parte nella realizzazione del distretto sportivo e d’intrattenimento del quartiere di San Siro.


Proposta soluzione 2:

Ristrutturare San Siro

Il focus dei progetti di ristrutturazione è lo stadio, ma ciò non vuol dire che un’eventuale rigenerazione non risponda anche all’esigenza del quartiere di avere più servizi. Punti ristoro, attività commerciali e centri congressi sono pensati per essere integrati nella struttura dell’impianto, senza impattare vistosamente sull’urbanistica circostante. Questo è uno dei motivi per cui il costo, rispetto a quello di costruzione, è dimezzato: 300 milioni euro contro 550 milioni euro. Si costruisce su cemento già esistente senza occupare l’area verde attorno al Meazza e questo è vantaggioso non solo economicamente, ma anche dal punto di vista ambientale, non dovendo abbattere l’intera struttura, infatti, si creano meno polveri sottili e meno inquinamento atmosferico grazie al numero ridotto di tir che saranno destinati al trasporto delle macerie. I disagi dovuti ai lavori in corso, per la viabilità, ma in primis per gli abitanti della zona, durano potenzialmente solo tre anni e ciò significa che lo stadio messo a nuovo sarebbe pronto per Milano Cortina 2026. L’aspetto architettonico previsto risulta sì essere innovativo, ma senza rinunciare alle caratteristiche che rendono lo stadio riconoscibile in tutto il mondo.

Progetto Aceti-Magistretti

Il progetto di Aceti e Magistretti per San Siro vuole inserirsi nel contesto urbano e storico dello stadio senza stravolgerlo. I lavori prevedono una forma di riuso parziale dello stadio, partendo dal terzo anello, settore che oggi rimane parzialmente inutilizzato. In questo spazio, decostruendo delle porzioni di strutture prefabbricate, si possono effettuare lavori senza dover alterare la forma originaria dello stadio. Il punto focale dell’intervento proposto riguarda l’inserimento di una grande galleria panoramica che sostituirebbe, infatti, le campate del terzo anello esistente. Questa nuova struttura si poggerebbe sulle torri del Meazza che permetterebbero, inoltre, l’accesso alla galleria stessa. L’idea è stata realizzata tenendo in considerazione la fruizione dei nuovi spazi commerciali, multimediali e museali, aperti sette giorni su sette.  

L’ingegnere Magistretti ha curato l’aspetto economico della possibile ristrutturazione, individuando i quattro pilastri che sostengono l’ipotesi di riqualifica.

1.   Stadio come icona, monumento, memoria. Lo stadio Meazza di San Siro è icona, monumento, memoria storica, sportiva, architettonica, culturale, emozionale per la città di Milano, per lo sport e la cultura. Tutti questi valori sono riconosciuti in Italia e nel mondo.

2.   Sostenibilità economico-finanziaria, costruttiva e ambientale. Il costo della ristrutturazione è circa 300 milioni di euro, pari a meno del 50% del costo di uno stadio costruito ex novo. La realizzazione di questi lavori, inoltre, permetterebbe l’utilizzo dello stadio 365 giorni all’anno. La demolizione del terzo anello è programmata durante due pause estive, permettendo lo svolgimento degli eventi sportivi.   
Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, l’idea è di installare pannelli fotovoltaici sulla copertura dello stadio, per promuovere fonti di energia alternativa e rinnovabile.

3.   Possibilità di riqualificare e ammodernare. Il progetto permette non solo di dare allo stadio un’immagine architettonica moderna e tecnologica, ma anche di ricavare all’interno dello stadio stesso lo spazio necessario per tutte le attività collaterali previste: spazi di servizio, magazzini, uffici, spazi commerciali, merchandising, ristoranti, bar, musei delle squadre.

4.   Riduzione di consumo del suolo, con vantaggi urbanistici e ambientali per la collettività e la popolazione del quartiere. Si vorrebbe proporre al Comune di Milano la costruzione di un social housing. Quest’ultima proposta ha attirato anche l’attenzione di alcuni investitori che si impegnerebbero proprio nella costruzione di edifici per i meno abbienti.

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In questo modo verrebbe smontato il terzo anello,
che lascerebbe lo spazio alla galleria panoramica

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All’interno lo stadio avrebbe quindi lo spazio per poter ospitare, nella sola galleria panoramica, attività commerciali, di ristorazione e ricreative.

I lavori porterebbero ad una completa ristrutturazione del terzo anello, ma da fuori non verrebbe stravolta la linea iconica distintiva di San Siro


Progetto Mascheroni

Jacopo Mascheroni entra nel dibattito su San Siro, perché vuole sensibilizzare le istituzioni per evitare la demolizione dello stadio.

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Scoprendo che le strutture in cemento del Meazza sono valide e non hanno nessun problema Mascheroni sviluppa il progetto Diamante su una serie di punti:

  • Creazione dell’anello zero per migliorare la capacità e la qualità dei posti a sedere. Con questo anello si abbasserebbe il campo di 2.20 m ricavando una tribuna interna per posti premium.
  • Il nuovo terzo anello eliminerebbe il terzo anello in quota per portarlo alla base della struttura. Il livello zero permetterebbe accessi in sicurezza e un collegamento con i parcheggi sotterranei. Inoltre il nuovo spazio potrebbe ospitare una serie di servizi come musei, attività commerciali e d’intrattenimento.
  • Creazione di un grandissimo polmone verde dato che l’anello zero si fonderebbe con il parco circostante.
  • Le due grosse travi sono ben inserite all’interno della struttura con una promenade che collega la metro e il boulevard di accesso in cui restano anche servizi e bancarelle in occasione delle partite e di altri eventi.
  • Lo stadio ricorda la struttura originaria degli anni Sessanta.

Il progetto di Mascheroni non blocca l’ordinario svolgimento del campionato fino al completamento dello stadio, previsto entro tre anni e quattro stagioni estive.

Per quanto riguarda il costo si rimane ampiamente dentro il budget di 240 milioni di euro, prendendo spunto dallo Juventus Stadium, costato circa 110 milioni di euro.

Clicca sulle immagini qui sotto per ingrandirle


Progetto Don’t Stop

Il progetto di Don’t Stop, presentato nel 2016 proprio dall’Inter, quando sembrava quasi certa la costruzione ex novo di uno stadio del Milan negli spazi della fiera al Portello, ha come focus la ristrutturazione di San Siro.

Il progetto, dal titolo Paint it blue, prevede una serie di interventi specifici sul primo anello, all’interno di un’area esistente distribuita attorno all’anello stesso, per riorganizzare le richieste di attrezzature, migliorare le operazioni, l’amministrazione e la manutenzione dello stadio stesso.

Gli interventi relativi al terzo anello mirano alla rimozione di quest’ultimo per adattare la struttura agli standard di sicurezza vigenti. Significa eliminare i posti a sedere per i quali non può esserne migliorata la qualità, abbattere i relativi costi di manutenzione, migliorare i servizi interni allo stadio, permettere una maggiore fidelizzazione dei tifosi, grazie ai posti premium che si verrebbero a ricavare.
Con la realizzazione di questo progetto, i posti a sedere passerebbero ad un massimo di 58.000.  

Paint it blue vuole:

1. Aumentare i posti premium, diminuendo in maniera mirata quelli per cui c’è meno probabilità di guadagno.

2. Riorganizzare lo stadio in maniera funzionale, realizzando anche un ristorante con vista panoramica disponibile per i tifosi.

3. Aumentare i “posti buoni” complessivi e creare negozi aperti al pubblico (bar e negozi dedicati alla squadra)   

I nuovi servizi, come bar, servizi igienici, infermeria sono ridistribuiti all’interno delle torri ai quattro angoli dello stadio, in previsione di un riarrangiamento con due passerelle lungo i fori del terzo anello.

L’intervento si inserisce all’interno di un programma di riqualificazione che interessa l’intero impianto storico del Meazza.

E alla fine, decidete voi…

Questo è quanto.

Vi abbiamo raccontato la storia, i fatti, gli avvenimenti ed i possibili scenari futuri.

Ogni soluzione è correlata di tutto il materiale possibile, e i documenti originali che abbiamo inserito in questo articolo vi potranno aiutare a farvi una vostra idea e a decidere quale sarà il futuro del San Siro che vorrete.

Le possibilità alla fine sono solo due (con le dovute e diverse proposte):

demolire
San Siro
e costruire
un nuovo stadio

  • Riqualificazione urbana dell’intera area intorno allo stadio di San Siro
  • Forte impatto ambientale e sfruttamento del suolo
  • Minor costo per la collettività grazie all’investimento totalmente privato
  • Lunghi tempi di realizzazione
  • Creazione di nuovi posti di lavoro ed aumento dell’indotto
  • Concessione di terreni pubblici ad uso privato

oppure

ristrutturare
San Siro

  • Mantenimento del valore simbolico, storico, emozionale e culturale di San Siro
  • Minor riqualificazione dell’intero distretto di San Siro
  • Tempi di realizzazione più brevi. Pronti per le Olimpiadi del 2026
  • Possibile migrazione delle società in cerca di un nuovo sito per un nuovo stadio
  • Basso impatto ambientale con minor (o zero) sfruttamento del suolo
  • Alti costi di gestione e manutenzione