a beautiful

MIND

Milano Innovation Disctrict

ideato e creato da Fabio Ranfi
responsabile prodotti editoriali Elena Inversetti

con i contributi di:
Laura Berti – Aurora Malossi
Caterina Buracchi – Piera Sanchez

Era il 1° maggio del 2015 quando le luci dell’Area Expo si sono intrecciate tra i rami dell’Albero della Vita e i 110 ettari che lo circondavano hanno accolto la curiosità e l’interesse che solo l’Esposizione Universale può trasmettere. Da quel giorno oltre 22.000.000 di visitatori hanno percorso il decumano, visitato i padiglioni e interagito con le installazioni. Gli occhi del mondo intero erano puntati su ciò che stava accadendo a Milano.

Il 31 ottobre, solo sei mesi dopo, tutto torna a tacere. L’area che non ha visto pace tra code di turisti, di colpo si spegne. E come dopo una grande festa, gli invitati se ne vanno via e ai padroni di casa non resta che rimettere in ordine.

Uno spezzone dello spettacolo dell’Albero Della Vita del 31 ottobre 2015, l’ultimo spettacolo di Expo 2015

Chi sono dunque i padroni di casa che hanno ospitato 137 Paesi e 4 Organizzazioni Internazionali all’evento Expo del 2015?
Arexpo, la società fondata nel 2011 per acquisire le aree destinate all’Esposizione Universale, gestirne lo sviluppo urbanistico e focalizzarsi poi sulla riqualificazione della zona al termine della manifestazione.

Il 2 novembre Expo riapre i battenti, ma ad entrare non sono più famiglie, turisti e scolaresche, bensì camion ruspe e operai pronti a smontare i padiglioni, lasciando aspettative e domande aperte.

La risposta arriva nel novembre 2017 quando, dopo un susseguirsi di proposte da parte di numerose realtà, la multinazionale australiana LendLease ottiene in gestione l’area per i futuri 99 anni, dando vita e sviluppo al progetto MIND.

MIND, Milano Innovation District: la promessa di un ecosistema dell’innovazione in cui sperimentare nuovi modi di lavorare, di fare ricerca e di abitare. Una città nella città, in grado di dare spazio a: 

  • il Common Ground che si sviluppa sulle orme dell’ex spazio Expo e concepisce uno dei parchi lineari più grandi d’Europa
  • l’istituto di ricerca Human Technopole che avrà sede a Palazzo Italia e in alcuni edifici circostanti
  • un lab-hub per l’innovazione sociale nel Terzo Settore con sede a Cascina Triulza
  • il nuovo polo ospedaliero IRCCS Galeazzi
  • il nuovo Campus Scientifico per l’Università Statale di Milano.

MIND vuole trasformarsi in un living lab, un laboratorio permanente in cui l’innovazione è al servizio degli stakeholders pubblici e privati che aderiranno al progetto. 

Il nuovo Ospedale Galeazzi

Il Nuovo Ospedale Galeazzi sorgerà in un’area compresa tra Cascina Triulza, il Decumano e l’Expo Center e sarà un edificio di 16 piani, in grado di rappresentare a livello internazionale il progresso scientifico, medico, di ricerca e formazione universitaria con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla razionalizzazione delle risorse.

La struttura riunirà al suo interno l’IRCCS Galeazzi, considerato un’eccellenza in campo ortopedico, e l’Istituto Clinico Sant’Ambrogio, specializzato nell’ambito cardio-toraco-vascolare e bariatrico.

Video del Gruppo San Donato sullo stato dell’avanzamento dei lavori

Al suo interno: il Pronto Soccorso, 589 posti letto, 140 ambulatori e 35 sale operatorie, ma anche laboratori di analisi e di ricerca, spazi verdi e di arredo urbano, un canale con giochi d’acqua e posti auto. 

Dal punto di vista della sostenibilità, l’Ospedale ridurrà il consumo di suolo grazie alla sua struttura a sviluppo verticale, applicando le più moderne innovazioni ingegneristiche in materia sismica e antincendio, nonché di energia per la presenza di un impianto solare termico e fotovoltaico sul tetto. Inoltre la struttura stessa del Nuovo Ospedale sarà sostenibile, in quanto progettata per ridurre al minimo non solo sprechi e consumi, ma anche le emissioni acustiche e inquinanti. I materiali scelti sono, infatti, eco-compatibili con capacità di assorbimento dello smog e in grado di gestire la termoregolazione.

Ing. Elena Bottinelli

AD IRCCS Galeazzi e San Raffaele

Il Nuovo Ospedale Galeazzi promette di essere un ambiente accogliente e attento alla persona con ampi spazi luminosi e ospitali, in grado di contenere al suo interno un’affluenza giornaliera di oltre 9.000 persone tra dipendenti e utenti.

Human Technopole

La Fondazione Human Technopole è stata istituita nel 2016 e i membri fondatori sono il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero della Salute e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. La Fondazione verrà concretizzata nel cuore di MIND e sarà composta da tre edifici già esistenti (Palazzo Italia, Padiglione Nord, Padiglione Sud) e due edifici di nuova costruzione (Incubators Labs e South Building).

Lo Human Technopole, all’attivo, sarà luogo di lavoro per circa 1.000 scienziati. La loro ricerca spazia dalla biologia, chimica e ingegneria fino alla fisica e matematica con un obiettivo comune: il miglioramento della salute pubblica.
Attraverso un approccio globale alle scienze della vita, infatti, il contributo di questo enorme laboratorio da 22.000 metri quadri è quello di studiare ed informare sul benessere, con un occhio di riguardo verso il tema dell’invecchiamento.
Lo sviluppo di questi studi amplia il raggio d’azione della medicina personalizzata e preventiva, incentrata non solo sul vivere di più, ma sul vivere meglio. Sfruttando gli avanzamenti tecnologici degli ultimi dieci anni, lo  Human Technopole propone un modello di medicina non basato sull’analisi dei sintomi, ma sull’analisi di fattori individuali, come la genetica insieme a fattori esterni, come l’ambiente in cui viviamo, ovvero la combinazione che determina il nostro benessere.

Gli spazi comuni di Palazzo Italia (ristorante, auditorium, terrazza panoramica e la corte interna) sono stati mantenuti per fungere da luoghi di incontro e confronto, così come sono stati pensati gli spazi interni di nuova costruzione, prediligendo dove possibile l’open space. L’architettura esterna rimane quella originale, ispirata quindi all’idea e al concetto di foresta urbana.
Negli altri edifici vengono ospitati laboratori sperimentali, facilities adattate agli strumenti per la ricerca e uffici. L’edificio operativo principale è il South Building che verrà terminato nel 2026 e sarà dotato di laboratori per ben 800 scienziati, mentre gli Incubators Labs saranno suddivisi in tre edifici.

Tutte le strutture sono pensate per essere flessibili, resistenti, innovative, ma soprattutto sostenibili.
La sede istituzionale, Palazzo Italia, è di buon auspicio, se pensiamo che proprio in quelle stanze durante l’Expo venivano celebrati il potenziale e la creatività del nostro Paese.

Settembre 2016

Il progetto Human Technopole viene approvato

Il progetto Human Technopole viene approvato in via definitiva tramite decreto governativo. Vengono istituite due entità: la Struttura di Progetto e il Comitato di Coordinamento con il compito di guidare e supervisionare la fase iniziale del progetto fino alla costituzione della Fondazione Human Technopole entro i successivi 24 mesi.

Lo Stato stanzia le prime risorse

Il Parlamento italiano approva la Legge di Stabilità per il 2017. Nella Legge vengono stanziate le risorse finanziarie a lungo termine per il progetto Human Technopole.

Dicembre 2016
Marzo 2017

Approvato il piano

La Struttura di Progetto e il Comitato di Coordinamento approvano il piano per il campus di Human Technopole.

Direttore cercasi

Viene avviata la procedura di ricerca per il primo Direttore di Human Technopole. I 46 candidati selezionati sono valutati da una commissione internazionale presieduta dal Premio Nobel per la Chimica Martin Chalfie.

Luglio 2017
Settembre 2017

I primi lavori

Iniziano i lavori di ristrutturazione di Palazzo Italia

I primi uffici

Un piano di Palazzo Italia è operativo come sede di Human Technopole

Dicembre 2017
Marzo 2018

Nasce la Fondazione Human Technopole

Viene approvato, tramite decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, lo Statuto della Fondazione Human Technopole. In seguito vengono nominati i primi membri del Consiglio di Sorveglianza della Fondazione, incluso il Presidente Prof. Marco Simoni.

Habemus Direttore

Il Consiglio di Sorveglianza nomina il prof. Iain Mattaj come primo Direttore di Human Technopole. Il prof. Mattaj assume la guida di Human Technopole dopo 13 anni alla guida di EMBL: laboratorio di punta in Europa per la biologia molecolare.

Giugno 2018
Ottobre 2018

La governance si completa

Il Consiglio di Sorveglianza nomina i restanti quattro membri del Comitato di Gestione, organo presieduto dal Direttore e incaricato di garantire l’ordinato andamento e il raggiungimento degli scopi della Fondazione.

Palazzo Italia sempre più quartier generale

Il Direttore Mattaj si insedia a Palazzo Italia insieme ai primi dirigenti, tra cui il Direttore amministrativo e la Responsabile per la strategia e gli affari scientifici di HT.

Gennaio 2019
Maggio 2019

Il bando per gli altri edifici

Viene annunciato il bando di gara per la progettazione del nuovo edificio di Human Technopole, la sede principale dei laboratori dell’istituto.

Scienziati e “ritorno dei cervelli”

Human Technopole annuncia i primi sette scienziati che guideranno i primi centri di ricerca dell’istituto: cinque italiani e due stranieri. Per molti di loro HT rappresenta la prima esperienza lavorativa in Italia dopo anni di carriera nei migliori centri di ricerca internazionali.

Ottobre 2019
Marzo 2020

E arriva la pandemia

Per far fronte all’emergenza sanitaria mondiale, Human Technopole accelera la propria attività di ricerca avviando progetti e collaborazioni con alcuni dei principali istituti di ricerca scientifica in Italia e nel mondo per contribuire alla lotta contro il Covid19.

Vince il bando…

In una conferenza stampa online viene presentato il progetto vincitore del bando di gara per la progettazione del nuovo edificio Human Technopole. Dieci piani di altezza, oltre 16.500 metri quadri dedicati a laboratori per la ricerca scientifica e 3.000 metri quadri di terrazze e coperture verdi, sono al cuore del progetto vincitore.

Aprile 2020
Giugno 2020

Porte aperte alla ricerca italiana

OPEN HT: porte aperte alla ricerca italiana. HT apre virtualmente le sue porte ai rappresentanti della comunità scientifica: oltre 200 soggetti italiani attivi nel campo delle life sciences, tra cui rappresentanti di tutte le università e di tutti gli IRCCS italiani e dei principali centri ed istituti di ricerca. All’evento online partecipa il Ministro dell’Università e della Ricerca prof. Gaetano Manfredi.

Largo ai giovani

Human Technopole in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca, lancia la prima edizione dell’Early Career Fellowship Programme: un’iniziativa per permettere a a cinque giovani scienziati di competere per una borsa di studio di 200.000 euro all’anno per cinque anni, per un investimento complessivo di 5 milioni.

Ottobre 2020
Novembre 2020

Altre nomine

Nicole Soranzo e Piero Carninci alla guida del Centro di Ricerca per la Genomica. La doppia nomina rappresenta l’approccio strategico di Human Technopole allo sviluppo di due programmi di ricerca congiunti in Genomica Medica e di Popolazione e Genomica Funzionale.

Altre nomine /2

Il bioinformatico Andrea Sottoriva viene nominato responsabile del Centro di Biologia Computazionale

Febbraio 2021
Febbraio 2021

Si concludono i primi lavori

Si concludono i lavori per la realizzazione degli incubator labs.

Expo ci lascia qualche spazio da usare

Completati i lavori di rifunzionalizzazione del North e South Pavilion. Costruiti per EXPO Milano 2015, ospiteranno ora laboratori e facilities di ricerca.

Aprile 2021
Maggio 2021

Nomi di donne scienziate nella toponomastica di MIND

Il Cardo, sede di Human Technopole, viene intitolato a Rita Levi-Montalcini, premio Nobel per la medicina e portabandiera della ricerca scientifica italiana nel mondo.

I modelli di parchi tematici a vocazione scientifica non mancano, solo in Europa possiamo guardare per esempio alla Gran Bretagna, alla Germania, alla Spagna e alla Svezia. Se ne deduce che il successo di questi parchi derivi in gran parte dalla loro integrazione urbana.

La conclusione dei lavori di costruzione per Human Technopole è prevista per il 2026, con il completamento del South Building. Nel frattempo ad aprile 2021 si è già conclusa la ristrutturazione dei Padiglioni Nord e Sud con il conseguente ingresso a maggio dei primi 100 dipendenti.

L’investimento totale per la costruzione di Human Technopole ammonta ad oltre 94 milioni di euro. 

Secondo trimestre
2021

Altre selezioni e primi laboratori

Selezione per l’Head del Centro per le Analisi, Decisioni e Società.
Verranno aperti i primi laboratori sperimentali all’interno degli incubator labs realizzati nell’area adiacente l’Albero della Vita.

Terzo trimestre
2021

Prime operatività

Sarà operativa la Facility di Crio-Microscopia Elettronica.

Quarto trimestre
2021

Sempre più scienziati nel polo

Continua il reclutamento del personale scientifico ed amministrativo entro fine 2021 circa 250 scienziati lavoreranno per Human Technopole.

Università Statale di Milano

Campus Scientifico

Obiettivo: mettersi in gioco per la creazione di un gemello digitale dei poli scientifici di Lambrate in MIND. Qui i risultati della ricerca dovranno raggiungere Città Studi in tempo reale, tramite tecnologie 5G, al fine di creare un contenitore virtuale in cui tutti i dati generati possano essere mantenuti in modo sicuro e accessibile per i ricercatori di MIND e Città Studi. Inoltre MIND  si propone come un incentivo alla ricerca biomedica che possa portare risultati concreti volti alla prevenzione.

Realizzazione: inizia tutto nel febbraio del 2015 col termine dell’Esposizione Universale e l’opportunità di utilizzare alcune aree della zona per la creazione di un campus targato Università degli Studi di Milano per le attività scientifiche dei dipartimenti che attualmente si trovano in zona Città Studi. Balza agli onori del Consiglio d’Amministrazione l’idea del coinvolgimento dell’Ateneo in quel progetto ambizioso in un posto tanto all’avanguardia, così il rettore Elio Franzini e il Senato accademico confermano, nel novembre dello stesso anno, quella che fino a quel momento era solo un’ipotesi. L’anno successivo, il 2016, vede sulle spalle del Rettore la responsabilità di manifestare alla Società Arexpo, proprietaria dei terreni interessati, la volontà dell’Università di trasferire i suoi dipartimenti scientifici proprio in quella zona. Nel mese di novembre il Patto per la Lombardia stanzia otto milioni di euro per lo sviluppo del progetto. Nel frattempo, istituzioni e dipartimenti coinvolti collaborano per svolgere un lavoro di analisi in merito alla sostenibilità finanziaria e la concreta messa in azione di quello che, da un anno a questa parte, si pensa di realizzare. Nel 2017, il Senato accademico e il CdA approvano il documento aderente ai requisiti necessari per il progetto del Campus statale in Expo 2015, in collaborazione, anche, con il Politecnico di Milano. Intanto Arexpo dà il via ad un bando internazionale per la realizzazione di infrastrutture e servizi. 

Infrastrutture e servizi sono particolari per ogni progetto e i requisiti della Statale vengono soddisfatti da LendLease, la quale risulta vincitrice del bando. Siamo nel marzo 2018 e Lendlease è pronta a preparare una proposta di partenariato per il CdA dell’Università. Nell’autunno 2018 Lendlease è in attesa del parere favorevole o contrario dell’Università per quanto riguarda il suo progetto di realizzazione e a fine mese arriva la risposta. La Statale ha accettato. Non tardano ad arrivare i primi pareri contrari alla maestosità di questo progetto, un consigliere di amministrazione rappresentante degli studenti fa ricorso una volta e poi anche una seconda. Nessuno dei due ricorsi viene accolto dal Tar lombardo. Sempre nel 2018 viene confermato nel programma triennale delle Opere di Ateneo l’inserimento del progetto Campus; viene approvata in via definitiva la fattibilità della proposta di Lendlease; viene autorizzato l’inizio di una procedura di gara per la fattibilità sia tecnica che economica del progetto.

Il tutto viene dichiarato fattibile nel 2019, ma non senza difficoltà. La ripartizione degli oneri pubblico/privato comporta una lunga discussione tra Università, Società Lendlease e istituzioni locali e nazionali, durata fino a luglio. Nello stesso mese viene sottoscritto il contratto preliminare di vendita dei terreni nell’area dell’esposizione. Dopo tutta la tempesta sorta intorno a questo bando di gara, finalmente a fine luglio viene autorizzata la sua pubblicazione. Nel gennaio 2020 viene istituita la commissione giudicatrice per le procedure di affidamento dei contratti pubblici nel rispetto delle previsioni del regolamento d’Ateneo in materia. Nell’estate 2020, vengono comunicate a Lendlease delle modifiche necessarie in merito al progetto tecnico proposto dalla società. Quest’ultime vengono accettate e confermano la piena disponibilità e volontà di procedere, tenendo conto delle indicazioni fornite dalla commissione.

Dopo un grande dibattito tra le varie istituzioni in merito ai piani finanziari e agli aspetti distributivi, tecnici e funzionali, il CdA dell’Università Statale conferma alla Direzione Generale di trasmettere all’Autorità Nazionale Anticorruzione il provvedimento di aggiudicazione per la realizzazione in area MIND del Campus dei dipartimenti scientifici, posizionati attualmente in zona Città Studi. Inoltre, a fine anno, Lendlease si aggiudica in via definitiva l’affidamento dell’opera di progettazione, costruzione e gestione del nuovo campus in MIND, per un valore totale di oltre 300 milioni di euro. Il contratto di concessione alla società è valido per 30 anni e comprende: un anno per la progettazione, tre per i lavori necessari e 23 di gestione.

Addio a Città Studi?

Avete avuto, come Municipio, delle richieste particolari dai comitati della zona per quanto riguarda lo spostamento delle facoltà scientifiche di Città Studi?

La decisione dello spostamento di Città Studi, ovvero delle facoltà scientifiche, è una notizia che ha generato aspettative e malumori insieme. Probabilmente visto che il quartiere da circa vent’anni vive nell’incertezza sullo spostamento anche dell’istituto Besta e dell’Istituto dei  tumori, questa ulteriore trasformazione non ha portato tranquillità in zona; non solo nei comitati ma anche in cittadine e cittadini che senza far parte di particolari schieramenti si domandavano, come mi domando io in qualità di Presidente di Municipio, quale potesse essere l’alternativa oppure la “contro-notizia” che bilanciasse l’uscita dal quartiere con nuovi investimenti nel quartiere stesso.

Sorgerà qualcos’altro al posto dei poli scientifici?

Come sempre ogni trasformazione porta con sé più esigenze e richiede molto tempo per maturare scelte concrete al di là di ipotesi. A distanza di qualche anno posso dire che le incertezze sono diminuite e che era davvero necessario del tempo per accompagnare queste importanti trasformazioni. Non dimentichiamoci che questa ipotesi si accompagna con il consolidamento nelle aree ex Expo di un polo scientifico dal profilo internazionale e non solo europeo.

Ci sono state proteste o malumori per quanto riguarda lo spostamento delle facoltà scientifiche di Città Studi?

Rispetto a cinque anni fa oggi le polemiche sono molto ridotte. La preoccupazione per lo svuotamento del quartiere rimangono, io stessa le ho avute, ma da cittadina e da presidente di municipio non ho mai pensato che per lo sviluppo di una parte della nuova città si potesse accettare l’idea che si sacrificasse un quartiere come Città Studi.

Venite aggiornati da UNIMI di tutte le novità sul progetto?

Sono in stretto contatto con il rettorato e presto abbiamo in programma di organizzare un incontro pubblico con il Rettore e l’assessore Maran, anche per ascoltare come sempre le indicazioni dei cittadini ma anche dei Consiglieri di maggioranza e di opposizione che sono espressione dei cittadini e ne portano avanti le istanze.

Quali cambiamenti comporta in zona Città Studi? È stato chiesto il parere degli studenti al riguardo?

Non ci si può interessare della presenza dei giovani in Città Studi solo quando c’è la paura di uno svuotamento, bisogna interessarsi dei ragazzi, della loro formazione e della presenza e capacità attrattiva del quartiere tutti i giorni della settimana. Città Studi nel weekend si svuota, perché molti sono cityuser e tornano nelle proprie città. Il percorso di trasformazione attuale per cui è già stato sottoscritto in marzo un Protocollo d’intesa fra Regione, Comune e Università Statale, prevede il consolidamento della Statale in Città Studi che manterrà fortemente la sua vocazione universitaria, come è stato chiesto in una delibera del Municipio 3 del marzo 2017, vedrà l’insediamento del Museo dei Diritti Umani con la prof.ssa Cristina Cattaneo e molto probabilmente una scuola di restauro di levatura mondiale.

Caterina Antola
Presidente Municipio 3

Cosa sanno e quanto ne sanno gli studenti della Statale?

Abbiamo preparato un piccolo questionario e lo abbiamo dato ad alcuni studenti della Statale di età compresa tra i 19 ed i 30 anni.

West Gate

Nell’area più prossima alla metropolitana di Rho Fiera, dove era situato il Padiglione Zero, verrà costruito West Gate: 200.000 metri quadri dedicati a uffici, attività commerciali e zona residenziale.

L’intero progetto è finanziato da Lendlease, un gruppo multinazionale australiano che opera nell’ambito delle infrastrutture. Il Comune di Milano ha firmato una convenzione per ben 99 anni di concessione per far sviluppare a Lendlease l’ex sito Expo; si tratta del primo caso così rilevante in Italia di una concessione duratura di un’area pubblica.

La realtà che il gruppo vuole concretizzare è un luogo in cui far incontrare grandi aziende, piccole e medie imprese, start-up e istituzioni di ricerca pubblica per ottenere un’innovazione collaborativa.
Il modello è detto “Federated innovation” a significare l’unione delle menti  con gli strumenti, utilizzando sia le tecniche di progresso tradizionali sia metodi più innovativi.

Questo modello è già stato messo alla prova da squadre di ricerca, mandate da 55 aziende aderenti, che hanno sperimentato 600 postazioni di lavoro all’interno di MIND.

Alcune aziende sono già attive sul sito dal 2020, ma gli edifici definitivi saranno costruiti solo a partire dal 2023.

Un elemento caratteristico dell’articolazione urbanistica di tutto MIND è il COMMON GROUND ed è interessante vederlo applicato anche a West Gate. Un common ground è un piano terra continuo e aperto, come un lungo passaggio pubblico. Un’immensa area pubblica che attraversa e collega le aree private.
Nel caso MIND sarà oltretutto completamente pedonale e senza la circolazione di veicoli.

Il punto fondamentale è far sì che gli spazi siano ben integrati e comunicanti tra loro e, a seconda della compatibilità delle attività, si deciderà quali aree rendere percorribili solo in determinate fasce orarie e quali lasciare sempre accessibili. Combinare spazi pubblici e palazzi residenziali, secondo il modello di Lendlease, è possibile e vincente in forza dello scambio di persone e di idee che comporta.

I valori di MIND vengono pienamente rispettati anche da questo progetto che vuole preparare Milano ad essere una città del futuro, attenta a cogliere le opportunità che il digitale e la tecnologia ci stanno offrendo, ma soprattutto lo vuole fare in chiave di benessere e innovazione corale.

Fondazione Triulza

La Fondazione, istituita nel 2014, è la rete delle principali organizzazioni del Terzo Settore e dell’economia civile.
Era nata in occasione di Expo 2015 per gestirne gli aspetti commerciali e imprenditoriali, ma la novità principale è il padiglione dedicato alla società civile. Nella storia delle esposizioni universali non era mai stato presentato uno spazio che si offrisse come punto di incontro tra i cittadini e le realtà di promozione culturale, ambientale, sociale e che rendesse chiari gli elementi chiave dell’Expo.

Tutte le attività si sono svolte nella Cascina Triulza, una cascina rurale di 7.900 metri quadri già presente nel sito Expo, ma mai utilizzata prima.
L’antichissima cascina viene ristrutturata dal 2013 a gennaio 2015, nel rispetto della struttura architettonica originale e comprende: corte esterna con giardini, aree picnic, orto botanico, mercato coperto, area coworking, sale per workshop, auditorium, galleria digitale, area ristoro e 1.000 metri quadri di area espositiva.

Questo luogo è stato l’unico che da Expo 2015 non ha mai smesso di operare, con lo scopo di incentivare la partecipazione attiva dei cittadini e di fare informazione su: economia sostenibile, finanza etica e consumo responsabile.

La ricerca per il bene comune è uno dei fili rossi che legano tutte le realtà all’interno di MIND, tanto che la Fondazione ha costituito la Social Innovation Academy.
Questo spazio di co-progettazione riunisce le organizzazioni del Terzo Settore e dell’economia civile, le università e i centri di ricerca, le Istituzioni pubbliche e le aziende, e funge da perno per lo sviluppo armonico del Parco e il mantenimento dei suoi obiettivi comuni.

Vicini di casa

Maria Rosa Belotti

Sindaca di Pero

Simone Zambelli

Presidente Municipio 8 di Milano

Michela Palestra

Sindaca di Arese

Luca Elia

Sindaco di Baranzate

This is your MIND…

Un sogno che diventa realtà per i Milanesi di tutte le età.
Un progetto che coinvolge più correnti di pensiero, più menti, più persone. Sono sei anni che l’Esposizione Mondiale è terminata, tentando di lasciare un’eredità che non fosse trasportata via dal vento.

Il cartello “work in progress” è appeso all’entrata del Milano Innovation District con la prospettiva di rendere giustizia ad un’area con una storia ancora viva, cercando di scriverne una tutta sua. 

Siamo nel 2026, passeggiamo per le vie di MIND e pensiamo alla fatica che sta facendo il sole per riuscire a baciarci la fronte, ma troviamo il punto giusto per aspettare l’inizio del nostro turno di lavoro al Nuovo Ospedale Galeazzi.
Ci sistemiamo in un angolo, al caldo, e vediamo il via vai di persone che hanno trovato una risoluzione ai loro problemi in una struttura polispecialistica d’eccellenza.
Pensiamo di essere fieri di quello che siamo riusciti a realizzare.

Accanto a noi corre un studente, lo vediamo sudato che lascia fogli sparsi come a segnare il suo tragitto, perchè ha dimenticato di chiudere lo zaino, ma non se ne accorge e continua ad ansimare verso l’aula, dove la lezione è iniziata da venti minuti. Ci alziamo e raccogliamo i segni della gioventù che colora questo posto per portarli nella segreteria del Campus dell’Università degli studi di Milano, con la speranza che ritornino a quel ragazzino coi capelli arruffati. Leggiamo di sfuggita gli appunti regalati al vento e pensiamo che la scienza governi questi spazi.

Guardiamo l’orologio, ma è ancora presto, possiamo prenderci una pausa. Con la voglia di caffè, quasi a sentirne il sapore sulla lingua, camminiamo a passo svelto verso Fondazione Triulza, per racimolare una colazione frugale da consumare all’aria aperta. È una bella giornata e il parco è già popolato, nonostante l’ora fresca. Le prime persone coinvolte in laboratori o di fretta per gestire una riunione ci passano vicino salutando con un sorriso tirato. Una coppia in giacca e cravatta ci guarda con superiorità come a dire “guarda lì che si beve il caffè e noi abbiamo da scappare al lavoro”, una ragazza col camice bianco invece ci riserva una sguardo di invidia “vorrei essere lì anche io”. Quante persone diverse, pensiamo.

La coppia accelera il passo e l vediamo scomparire nella strada verso West Gate, stakanovisti d’ufficio pensiamo. La ragazza tira su col naso e ci dona le spalle, una grande scritta sulla schiena ci dice la verità su di lei “Human Technopole”, una scienziata. Un giorno di lavoro come un altro sta iniziando e abbiamo già incontrato cinque realtà diverse e la storia di persone che condividono la stessa casa senza saperlo. 

Insomma, un’area con un passato di cultura, simbolo di conoscenza ed inclusione, è riuscito  a mantenere le sue radici, proiettandosi verso progetti legati all’innovazione che daranno a Milano l’occasione di scalare le classifiche delle città più all’avanguardia degli ultimi anni.

Before Image After Image

sposta la linea bianca a destra o sinistra per vedere il confronto tra Expo2015 e MIND

Questo articolo non sarebbe stato possibile senza la collaborazione e l’aiuto di:
– Christian Busato
– Simone Zambelli, Luca Elia, Michela Palestra, Maria Rosa Belotti, Caterina Antola
Ing. Elena Bottinelli
Marica Porro ufficio stampa Istituito Galeazzi
Anna Cavagna ufficio stampa Università di Milano
Marco Dragone ufficio stampa Arexpo