Nicola Fasani, oltre l’individualismo – ep.69

  • Aired on 20 Maggio 2026
  • RSS
Umani
Umani
Nicola Fasani, oltre l'individualismo - ep.69
/

Presidente dell’ARES Milano Baseball dal 1988 e tra le menti dietro al Concertozzo, la vera e propria “Woodstock dell’inclusione”. Parliamo di Nicola Fasani, universalmente noto come “Faso”, storico bassista di Elio e le Storie Tese.

Rispondendo a una domanda cruciale, lasciata dalla precedente ospite Giulia Barbieri, la quale si chiedeva come i cittadini possano oggi superare l’individualismo per trasformarsi in una collettività dall’impatto concreto, Faso offre una visione disincantata ma profondamente attiva. Il suo sguardo sulla quotidianità milanese rileva spesso una carenza di rispetto per lo spazio comune, inteso come bene collettivo. L’individualismo che danneggia la società si manifesta proprio lì: nell’approfittarsi dei luoghi e dei beni pubblici per il proprio tornaconto personale.

Impegno concreto: tra sport e musica

Per uscire da questa deriva egoistica, Faso ha scelto la via dell’impegno concreto, coniugando sport e musica. Una scelta che lui stesso definisce “un po’ folle” quando, nell’ormai lontano 1988, decise di fondare un’associazione sportiva dilettantistica di baseball. Una piccola realtà che oggi descrive come “una piccola oasi di pace e di sana attività”, pur ammettendo la fatica quotidiana che queste strutture fanno per sopravvivere.

Se lo sport dilettantistico viaggia silenziosamente, la musica offre invece un megafono straordinario.
Quando si ha la fortuna di raggiungere il successo, si acquisisce una voce capace di risuonare e di amplificare l’impatto delle buone cause. L’esempio perfetto è il Concertozzo (che quest’anno si terrà il 26 e 27 giugno), un evento che ha abbracciato pienamente la causa dell’inclusione, affidando la gestione della distribuzione di cibo e bevande a ragazzi autistici. L’obiettivo profondo è accendere i riflettori su realtà che tutti conosciamo, ma per le quali difficilmente ci attiviamo da soli.

Il dilemma del Terzo settore

Nel mondo del non profit ci si chiede spesso se sia meglio agire in un elegante silenzio o comunicare a gran voce i propri successi. Faso riconosce che sfruttare i canali di risonanza può mettere il “turbo” a iniziative bellissime. Tuttavia, pur usandoli in occasioni mirate, si dichiara profondamente “anti-social”: non per timidezza, ma per una radicale mancanza di interesse nel dispensare la propria opinione continuamente a chiunque.

Dall’auto-tune all’auto-thinking: il rischio dell’omologazione

La riflessione si sposta poi sull’evoluzione tecnologica e il suo impatto sul mondo artistico.

La musica contemporanea ad oggi fa un massiccio uso dell’auto-tune. Per Faso, la performance artistica ammette una sola regola: o la si esegue davvero o si è “farlocchi”. L’auto-tune non può trasformare chiunque in un cantante; assomiglia piuttosto al doping nello sport. E come il doping, conclude con una battuta, meriterebbe l’istituzione di un vero e proprio “anti-doping musicale”.

Ma dietro questa tendenza si cela un’insidia ancora più profonda: c’è forse il rischio di scivolare in un “auto-thinking”? Nutrendo l’Intelligenza Artificiale con informazioni e inevitabili pregiudizi, è concreto il pericolo che dal mondo dei computer possano nascere distorsioni o dati generati in totale e incontrollata autonomia.
Eppure, secondo il musicista, il pensiero umano conserva una marcia in più insostituibile, derivante paradossalmente proprio dalla sua fallibilità. La storia stessa della musica dimostra che l’arte si è sempre evoluta e reinventata attraverso l’errore, basti pensare alla nascita del Blues. La capacità di deviare dalla precisione fredda dei dati per inventare creativamente qualcosa di nuovo rimane, per fortuna, una prerogativa prettamente umana.

Umani
Umani
Nicola Fasani, oltre l'individualismo - ep.69
/
Scroll to top