Giacomo Poretti, la vera essenza della comunità

  • Aired on 27 Maggio 2026
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Giacomo Poretti, la vera essenza della comunità
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L’Umano di questa puntata speciale è Giacomo Poretti, sì esatto, proprio quel Giacomo del leggendario trio Aldo, Giovanni e Giacomo.

L’intervista è nata all’interno di una cornice speciale: la rassegna “Essenza di Comunità”, promossa da Fondazione di Comunità Milano per esplorare le mille sfaccettature del vivere insieme. 
Con Giacomo abbiamo scoperto che la comunità non è un’idea astratta, ma qualcosa che si costruisce, un pezzo alla volta, a teatro e tra le strade di una città.

Perché Giacomo non è solo una delle icone della comicità italiana, ma anche un milanese d’adozione che alla città vuole bene davvero, e lo dimostra con i fatti tutti i giorni.

Un patto d’amore chiamato Milano

Il legame tra Giacomo e Milano è profondo e reciproco. Ci ha raccontato che la città gli ha regalato tantissimo, tanto da spingerlo a mettersi in gioco in prima persona per restituire il bene ricevuto. Un legame speciale che è stato sancito già nel 2010 con la consegna dell’Ambrogino d’Oro.

Oggi questo impegno si traduce in progetti culturali concreti che accendono i quartieri. Giacomo è infatti il direttore artistico del Teatro de Gli Incamminati (insieme a Gabriele Allevi e Luca Doninelli) e dello storico Teatro Oscar dove registra le puntate di PoretCast.

Il teatro come comunità

Quando abbiamo chiesto a Giacomo cosa significhi davvero per lui fare comunità, la sua risposta è volata dritta sul palcoscenico. Ci ha spiegato che il teatro, in fondo, non è altro che una metafora concreta del vivere insieme: un rito collettivo, quasi magico, in cui attori, tecnici e pubblico respirano la stessa aria e condividono un’emozione nello stesso identico istante, una cosa che semplicemente non si può fare da soli. 

Il teatro per Giacomo è anche una forma di impegno civile, uno strumento per tradurre la realtà in chiave artistica e lanciare messaggi universali. Questo è il teatro sociale.

Proprio da questo impegno è nata una riflessione bellissima che Giacomo ci ha regalato parlando del suo spettacolo Ambrogio e Agostino, scritto da Luca Doninelli. Raccontando questi due giganti della Chiesa, li ha descritti come due “vescovi immigrati che hanno saputo costruire una cultura di pace”. Una frase potentissima, che ci ricorda come l’anima profonda di una comunità, e di una città aperta come Milano, sia da sempre legata alla capacità di accogliere e far dialogare storie diverse.

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