Claudio Massa, lo sport che educa alla cittadinanza attiva – ep.40

  • Aired on 9 Aprile 2025
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Claudio Massa, lo sport che educa alla cittadinanza attiva - ep.40
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Fondatore di un’agenzia educativaL’Orma – e ideatore di un importante progetto territoriale, Claudio Massa è un innovatore sociale che crede fortemente nel potenziale dei giovani.

Spinto dal desiderio di partecipare attivamente alla vita cittadina e di creare un legame concreto con i piccoli abitanti, Massa decide di investire il suo tempo e i suoi ideali in un programma nuovo: il Coach di quartiere, un progetto nato in un momento di difficoltà durante la pandemia nel 2020.

Coach di quartiere

In quella fase della vita è stato facile perdere la speranza e credere che la situazione potesse migliorare rapidamente, tanto da arrivare a non riconoscersi, a perdere i tratti distintivi che caratterizzano la nostra persona. È per questo motivo che Claudio e i suoi collaboratori hanno creduto in questa nuova possibilità, per ritrovare un po’ quel sole e quella luce di speranza che si erano ormai affievoliti in quei giorni bui e pieni di dolore.

Coach di quartiere nasce da quel dolce ricordo che accompagna ancora oggi Claudio, quell’ebrezza di giocare spensieratamente nel parchetto sotto casa con gli amici di quando era piccolo
Naturalmente, tanti anni fa era tutto più semplice. La realtà di oggi, invece, si nutre di un’innovazione sociale, di un cambiamento radicale che richiede nuovi metodi per socializzare, per stare al mondo. Perciò il coach di quartiere nasce nel momento giusto, è colui che aiuta il prossimo, generalmente il più piccolo, a convivere in questa nuova società.

Il progetto vuole intrecciare lo sport con l’educazione, mettendo al centro la relazione con i bambini. Si è pensato, quindi, di proporre a giovani ragazzi tra i 16 e i 18 anni la possibilità di far giocare i bambini nel parco, per recuperare quella libertà rubata durante le restrizioni, nel 2020.
L’intento, quindi, è stato quello di regalare l’opportunità di iniziare o ritornare a fare sport relazionandosi nuovamente con le persone.

Gli aspiranti coach: insieme per fare del bene

È stato ideato anche un corso online rivolto agli aspiranti coach di quartiere per formarli al meglio e per nutrire quella giusta consapevolezza, necessaria per chi sceglie di intraprendere questo percorso.
Il risultato che ne deriva è altamente positivo: si è notato che fra i ragazzi stessi c’è una forte voglia di socializzare, di crescere insieme e di fare squadra per dirigersi verso un obiettivo comune.

Attraverso la figura del Playmaker, ovvero il coordinatore di questo progetto, si sono organizzate delle attività informali, come andare a fare un picnic, trascorrere un pomeriggio o una serata insieme, a tal punto da organizzare dei ritrovi tra coach appartenenti a territori diversi: tutto ciò ha generato un forte impatto sociale e da una piccola comunità quale era si è balzati verso qualcosa di più vasto, che abbraccia anche le realtà provinciali adiacenti e non solo, il format è arrivato anche oltre regione.

Il franchising sociale come modello da seguire

Come il franchising commerciale, così funziona il franchising sociale.
Il forte impatto creatosi tra le persone ha fatto sì che potesse essere replicato da altri, diminuendo di conseguenza lo sforzo di attivazione e creando ulteriori feedback rivolti al progetto stesso, col fine di migliorarlo ancora di più.
Questo esperimento sociale sta funzionando in maniera grandiosa e l’intento è quello di raggiungere quante più realtà possibili, per permettere l’espansione di questo fenomeno collettivo che sta crescendo a dismisura, come testimoniano i dati raccolti in questi anni e consultabili nella sezione “SPORT WELFARE REPORT“.

Per continuare a supportare questa iniziativa è necessario trovare le risorse, principalmente tramite il fundraising. Ciò che Claudio Massa e i suoi collaboratori ci propongono, è un modello ibrido di management sociale, un percorso per co-progettare, gestire e promuovere la crescita delle organizzazioni orientate alla sostenibilità. Questa è una delle caratteristiche rilevanti del franchising sociale. Partner fondamentali su ogni territorio sono, inoltre, le fondazioni comunitarie, che «per tipologia di mission si sposano tantissimo con il progetto».

L’impatto sociale generato

Coach di quartiere vuole essere un’iniziativa che misuri l’impatto sociale, ma soprattutto il cambiamento che ha generato nei comportamenti dei bambini, delle famiglie, dei volontari, ma anche degli steakholders (i portatori di interesse coinvolti in un’iniziativa economica/sociale e che valutano e reagiscono al progetto implicato).

I giovani sono spinti dalla voglia di mettersi in gioco e, in loro, cresce anche la volontà di continuare ad essere o di diventare coach di quartiere, coach senior, aiuto playmaker.
Le famiglie sono soddisfatte nel vedere i propri figli coinvolti nello sport in questo modo; è sempre un’occasione di crescita sperimentare nuove attività educative.

«L’idea è stata di mettere queste nostre competenze a disposizione di un progetto di innovazione sociale, sfidando la resistenza nel mondo degli adulti nei confronti dei giovani. Il punto vero è dare fiducia e mettersi in gioco per primi e riuscire a tirar fuori quello che loro potenzialmente possono dare».

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