6250 km, un percorso di cinque anni che racchiude essenzialmente l’esperienza di vita più significativa di Alessandro Mucci, un vero e proprio Ambasciatore del Dono che a bordo della sua fedele compagna di viaggi a due ruote, ha attraversato diverse tappe d’Italia e non solo, allo scopo di sensibilizzare e coinvolgere quanta più gente possibile nei confronti di una tematica delicata: la ricerca sul cancro a cura di Fondazione AIRC, la principale organizzazione non-profit per il finanziamento della ricerca oncologica indipendente in Italia.
Nella vita Alessandro si occupa di social media marketing, sostanzialmente si tratta di aiutare le aziende con cui collabora a convertire gli utenti in clienti.
«Perchè non posso provare a convertire gli utenti in donatori per qualcosa di benefico?»
Spinto dal desiderio di aiutare chi ne ha bisogno, soprattutto dopo aver scoperto che nel 2020 la sua mamma si è ammalata di tumore al pancreas (fortunatamente guarita grazie alla ricerca), fonda Pedalando per la ricerca, un progetto che supporta la ricerca contro il cancro di Fondazione AIRC attraverso diverse sfide sportive e solidali.
Mediante questa iniziativa, Alessandro ha calcato molti territori, tra cui le zone del centro Italia vittime del terremoto di qualche anno fa.
«Ogni sfida e ogni momento è buono per andare a pedalare».
Durante questa prima edizione più di cinquecento persone si sono mobilitate a donare e sono stati raccolti oltre dieci mila euro, «ma al di là della cifra era vedere mia mamma orgogliosa di me, tra l’altro appena uscita da una malattia tremenda».
Le successive edizioni hanno preso piede anno dopo anno.
«Mia mamma sta bene grazie alla ricerca, non possiamo fermarci qui».
Un modo per coinvolgere la gente è sicuramente l’utilizzo dei social network, che, grazie alla loro potenza mediatica, sono in grado di raggiungere un numero smisurato di persone. Dunque, la comunicazione in questo caso è fondamentale, che si tratti di una comunicazione digitale o di un semplice passaparola.
«Più la sfida è dura, più le persone sono incentivate a seguirti».
Alessandro racconta che fino al 2022 era soltanto lui a pedalare e a raccogliere fondi, ma poi qualcosa è cambiato. Da lì a poco, le stesse persone che donavano per la ricerca si sono attivate per creare anche loro dei progetti di raccolta fondi.
Uniti da una grande solidarietà e orgogliosi di far svolazzare in sella la bandiera di AIRC, sono entusiasti di donare il raccolto a favore di coloro i quali saranno grati per questa bellissima iniziativa e riusciranno speranzosamente a guarire grazie alla ricerca che va avanti.
Le donazioni sono possibili grazie al supporto essenziale di Rete del Dono, che ricordiamo essere la piattaforma di crowdfunding e personal fundraising per la raccolta di donazioni online a favore di progetti di enti non profit.
In questi anni, Alessandro ha collezionato tante soddisfazioni che hanno ripagato la sua fatica e quella di coloro che hanno scelto di sostenere questi progetti benefici, ma ha potuto constatare altrettanto la diffidenza nei confronti delle donazioni da parte della gente che ha incontrato e invita riflettere, ancora una volta, sul fatto che ogni singolo euro donato, è destinato unicamente a Fondazione AIRC, cui utilizza piattaforme di crowfunding come, appunto, Rete del Dono, che rappresenta l’unico modo possibile per fare raccolte fondi.
Alessandro ricorda con commozione l’ultimo viaggio che ha fatto in penisola iberica durante il periodo natalizio. Propenso di voler passare un Natale diverso dal solito, ha programmato il suo viaggio e si è messo in sella il 15 dicembre, in pieno inverno, passando dal freddo gelido delle Alpi fino a raggiungere la destinazione finale, e quindi una temperatura più mite.
Il ricordo più emozionante legato a questa esperienza incredibile, è stato l’invito ricevuto da parte della proprietaria che gli aveva affittato il suo B&B per festeggiare il giorno di Natale, in compagnia degli amici. Una proposta, anche un po’ bizzarra, che non ci si aspetterebbe da parte di gente sconosciuta.
«E quindi alla fine sono andato, mi son fatto la pedalata di Natale partendo all’alba, un’alba sul mare meraviglioso. Ho fatto i miei 120 km al mattino».
Fatto tesoro dei doni che, anche inaspettatamente, sta ricevendo da questa bellissima esperienza di vita, Alessandro ci fa capire quanto la sua avventura in bici stia regalando momenti che non dimenticherà mai e che custodirà per sempre nel suo cuore.
La strada da percorrere è ancora lunga e a volte tortuosa; sensibilizzare le persone verso qualcosa o qualcuno non è sempre così semplice, perciò è necessario sempre trovare un modo per non perdere quell’umanità che risiede in ognuno di noi, o che almeno ci si augura di trovare, visto il periodo storico complesso che attualmente viviamo.
Alessandro è una di quelle persone che ha messo a disposizione la professionalità, la conoscenza, l’intraprendenza e tanto altro al servizio di buone cause, senza perdere di vista l’obiettivo principale, ovvero quello di riconoscere la giusta consapevolezza.
«Il mio obiettivo io lo raggiungo anche se tu non doni, perchè l’importante è che tu inizi a prendere una consapevolezza su che cos’è la malattia, su che cos’è la ricerca e su che cos’è la beneficienza. Poi, magari, da qui a due, tre, quattro, cinque anni, donerai; ma se non mi doni oggi, io ho comunque raggiunto l’obiettivo».
In questi anni, Alessandro ha notato, fortunatamente, un aumento della consapevolezza: quest’ultima non riguarda solamente la ricerca o la beneficienza, è un concetto che va oltre e che, banalmente, si riferisce anche allo stile di vita di una persona.
Avere una piena consapevolezza su ciò che si è o su ciò che si fa è il traguardo da raggiungere. Noi siamo padroni di fare ciò che vogliamo della nostra vita, ma è giusto farlo con consapevolezza e con parsimonia.
«Lo dice la scienza: se tu fai una donazione e tu regali un sorriso a uno sconosciuto, quello che ne giova più di tutti sei tu che l’hai fatto».
Ma che Razza di Umani è il videopodcast che intercetta e racconta chi opera nel sociale (non profit o terzo settore), agendo ogni giorno per migliorare il contesto che abita. È un progetto editoriale di Spazio Umano APS e si propone di essere un luogo che favorisce il contatto tra bisogni e risposte.
Iscriviti alla pubblicazione mensile di Ma Che Razza di Umani.
Le Parole Umane direttamente nella tua casella email una volta al mese.
All Rights Reserved. Developed by YourCompanyHere