Abbiamo l’abitudine di tifare una squadra di calcio in rappresentanza della nostra squadra del cuore, perché il calcio è il ‘nostro’ sport preferito…ma non è tutto qui.
Attraverso queste competizioni calcistiche possiamo anche abbracciare un progetto che sostiene tematiche importanti.
Stiamo parlando del partner di Ma che Razza di Umani: la Nazionale Italiana Sicurezza Sul Lavoro, la squadra dei Safetyplayers che promuove e supporta contenuti relativi alla sicurezza negli ambienti di lavoro e di vita, dell’igiene, della salute, della sostenibilità ambientale, del sostegno a persone o enti che si impegnano con cura all’argomento in questione.
Il fine di questo progetto è quello di incrementare soprattutto le misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, perché la prudenza non è mai troppa, e perché, ancora oggi, troppi sono gli incidenti sul lavoro. Diamo allora i dati grazie alla Nazionale Italiana Sicurezza sul Lavoro.
Per approfondire qui l’intervista del segretario generale Giancarlo Restivo.
Numeri preoccupanti
Rispetto allo scorso anno, il 2025 sta portando con sé percentuali più alte. I decessi sul lavoro infatti sono aumentati del 33,3%, passando da 45 a 60 morti. Di questi, 46 sono avvenuti sul luogo di lavoro e 14 in itinere. Altri dati emersi ci comunicano le fasce di età più colpite: si tratta di giovani tra i 15 e i 24 anni e di lavoratori tra i 55 e i 64 anni.
Ultimi aggiornamenti rivelano inoltre che il martedì è stato il giorno della settimana con il maggior numero di morti sul lavoro, per questo motivo chiamato “martedì nero“.
Stessi diritti per tutti
Il numero di decessi di lavoratori stranieri, il doppio rispetto a quelli italiani. Quest’analisi ci invita a riflettere: chiunque lavori, indipendentemente dal colore della pelle, dalla cultura, dal ceto sociale, è opportuno che debba avere le stesse sicurezze e garanzie per poter svolgere correttamente il proprio lavoro, senza il rischio di incorrere in incidenti da cui non si può più tornare indietro. La situazione è critica e queste statistiche ci incitano a prendere provvedimenti più decisi.
I settori e le aree geografiche più colpiti
Ci sono aree geografiche più colpite da infortuni sul lavoro. Le Marche è la regione che ha registrato un elevato numero di denunce di infortunio. L’incremento maggiore riguarda la provincia di Fermo, dove le denunce di infortunio sono aumentate del 37%.
Invece, i settori più a rischio sono quelli di costruzioni, trasporto e magazzinaggio, metallurgia o fabbricazione dei prodotti di metallo non metalliferi, posti in cui è necessaria una maggiore forza fisica.
La sicurezza come meta da raggiungere
«Serve una squadra, serve una coscienza nuova. Serve affermare un gusto per la vita, perché la morte non sia mai l’ultima parola», questo l’appello che lancia Giancarlo Restivo, segretario generale della Nazionale Sicurezza sul Lavoro.
Inoltre, Restivo aggiunge che «ogni cantiere, ogni fabbrica, ogni magazzino, ogni ufficio dev’essere presidiato da una cultura della sicurezza che non è burocrazia, ma passione per la vita».
Soltanto in questo modo possiamo raggiungere questa meta che non è poi così lontana se combattiamo insieme: solo dopo aver salvato ogni vita umana, possiamo dire di aver vinto.




