FAST è l’acronimo prescelto per il nuovo piano di crescita demografica in Italia.
Come sappiamo in Italia il problema demografico è una questione che ormai è endemica, infatti il tasso di fertilità del nostro paese è ben al di sotto del ricambio generazionale.
La contrazione della popolazione in età lavorativa e il generale invecchiamento della società mettono sotto pressione l’economia, la sanità e il sistema pensionistico. Una delle principali problematiche è la posticipazione della transizione allo stato adulto, dovuta a studi universitari lunghi, difficoltà a trovare impieghi e quindi ad avere redditi stabili, scarsità e costi inaccessibili delle abitazioni e una cultura familistica che tende a trattenere i figli a casa dei genitori.
I punti del programma FAST
Per rispondere all’emergenza demografica il rapporto propone di adottare alcune misure del programma FAST.
FAST dall’inglese, veloce, sta per:
- F di famiglia, a cui indirizzare agevolazioni fiscali capaci di ridurre il costo dei figli, senza disincentivare il lavoro delle madri;
- A come asili nido;
- S come servizi che permettano ai futuri genitori di non sacrificare la procreazione per i troppi carichi di cura;
- T come tempi flessibili per un lavoro agile.
La struttura del rapporto
Il rapporto è strutturato in cinque capitoli. Il primo indaga le cause e le conseguenze della crisi demografica italiana. Il secondo analizza il funzionamento dei trasferimenti monetari alle famiglie. Il terzo capitolo si occupa dei servizi socio-educativi per l’infanzia. Il quarto esamina i servizi di conciliazione tra vita lavorativa e familiare. Il quinto discute le politiche relative ai tempi di vita e di lavoro.
I numeri della denatalità rilevati dall’Istat
Il nuovo report dell’Istat relativo al 2023 ci informa che in Italia si conta 1 bimbo sotto i 5 anni di età ogni sei ultra-sessantacinquenni. Il numero medio di figli per donna scende da 1,24 del 2022 a 1,20 del 2023, in linea con il trend decrescente in atto dal 2010.
L’età media della popolazione sale a 46,6 anni (48 anni per le donne e 45,2 per gli uomini), in ulteriore crescita rispetto al 2022 (+0,2). Rispetto al 2022 si rilevano meno 13.000 nascite (-3,4%); a calare sono sia le nascite da partner entrambi italiani (-3,9% sul 2022), che costituiscono oltre i tre quarti del totale (298.948 nel 2023), sia quelle da genitori in cui almeno uno dei due è straniero (80.942, -1,5%). La Campania continua a essere la Regione più giovane con un’età media di 44,2 anni mentre la Liguria si conferma la più anziana (con 49,5 anni).





anche se magari una ” goccia nel mare” , qualsiasi iniziativa volta a supportare in concreto i nostri ragazzi verso il loro “progetto di vita” è una buona cosa
Personalmente giudico centrate le argomentazioni e pratiche le soluzioni
Grazie del commento, se ti piace quello che scriviamo prova a dare un occhio qui: https://macherazzadiumani.substack.com/
Grazie di cuore della tua partecipazione alla discussione.