Articolo immersivo di Fabio Ranfi, Cecilia Melloni, Luca Zaninelli e Silvia Spagnoletti.
Foto di Andrea Cherchi, Tony Graffio, Alessandro Barberio, Enrico Casiraghi e di repertorio.

Un pensiero per Milano

di Fabio Ranfi

Di pensieri per la nostra città ne abbiamo sempre fatti e scritti tanti, in ogni occasione, anche a volte solo come scusa per ribadire forte e chiaro il nostro attaccamento a Milano, a questo territorio e a chi lo vive.

Questa volta però abbiamo voluto chiedere un pensiero per Milano ad alcune di quelle persone straordinarie che abbiamo incrociato in questi anni di trasmissioni, servizi ed articoli. Abbiamo voluto chiedere a loro, che consideriamo le eccellenze di Milano, un pensiero che fosse anche un augurio per superare presto questo momento difficile.

Molti in queste settimane hanno dichiarato il proprio amore per questa città. Come dimenticare il primissimo video di #Milanononsiferma, a cui noi abbiamo subito risposto con la nostra versione, in cui ad una stereotipata città frenetica e “machista” abbiamo voluto rispondere con la nostra visione di Milano: una città che pensa agli ultimi, agli altri, e che non lascia mai indietro nessuno.

#Milanononsiferma – Milano AllNews Version

Milano non si ferma, e nemmeno la sua cretività.Abbiamo rivisitato il video ufficiale di #milanononsiferma con la nostra concezione di Milano, di Milanesi e di futuro della città. Fai anche tu come noi. Rivisita il video lanciando la più grande sfida per la città che non si ferma.Milan col coeur in man.Da sempre la città e i suoi abitanti la vivono così: quelli che ci sono nati, i pendolari, i fuori sede, chi ci è arrivato e chi ci è capitato. Insomma tutti coloro che hanno Milano nel cuore.La risposta più autentica ad ogni forma di crisi è il contagio della condivisione, della solidarietà e della partecipazione.Siamo in milioni a prenderci cura degli atrli, perchè noi, a Milano, non lasciamo indietro nessuno.Questo significa non fermarsi!Perche Milano sei TU! anzi #noisiamomilanoUn grazie ci cuore ad Andrea Cherchi per l'ispirazione, a Milano Città Stato e Andrea Zoppolato per aver sempre creduto in Milano e a Beppe Sala per il lavoro che sta svolgendo e a tutti coloro che in queste ore rendono sempre più grande la nostra città.

Gepostet von Milano AllNews am Freitag, 28. Februar 2020

Dopo i video sono arrivate anche le riviste ed i giornali. Un numero speciale di Vanity Fair, ad esempio, con 64 ritratti di persone che amano la nostra città, il tutto racchiuso sotto un forte hashtag #iosonomilano.
Anche a questo appello non abbiamo resistito e abbiamo sentito subito il bisogno di dire la nostra e all’autoreferenzialità di un ‘”io”, vogliamo rispondere con la collettività e la solidarietà del “NOI”.
Da qui riprendiamo il nostro vecchio hashtag, usato nell’Ottobre del 2016 al lancio delle dirette di Milano AllNews, che mai come ora ci sembra attuale: #NoiSiamoMilano.

E lo siamo noi tutti, più famosi o meno, più impegnati o meno.
Lo siamo perché viviamo, amiamo ed animiamo questa città, e come sempre noi di Milano AllNews abbiamo voluto premiare quelle persone che fanno del proprio lavoro, impegno e passione, una risorsa per tutti, per Milano e per il territorio.
Abbiamo scelto 15 volti, personaggi e storie che possano farci riflettere su cosa sia davvero Milano e su come condividere le nostre vite renda questa città la migliore città al Mondo.
Ad ognuno dei nostri 15 volti abbiamo chiesto un pensiero, a cui le ragazze ed i ragazzi della redazione hanno aggiunto poi un pezzo monografico.

#NoiSiamoMilano e lo siamo ora, chiusi nelle nostre case, lontano dei nostri affetti, impauriti dal domani. Ma lo saremo anche passata questa “piaga”, questo “rebelot”, consapevoli di doverci tirare su le maniche, con ancora più voglia di incontrarci e di non lasciare indietro, lungo il cammino, nessuno. Torneremo più forti, più carichi, ma soprattuto più Umani.

Ecco i volti (e le persone) che abbiamo scelto


Clicca sul volto per leggere il Pensiero su Milano


Andrea Cherchi

Il fotografo della semplicità di Milano


Milano stupisce sempre chi non la conosce a fondo
perché ha un cuore grande che batte anche dove c’è il silenzio.
Milano stupisce anche chi la ama e la vive sempre
perché é quel batticuore che desideri per emozionarti.
Milano é madre e figlia di ogni bellezza.
Noi Siamo Milano.

di Cecilia Melloni

Andrea Cherchi, classe 1969, nasce a Como e sin da piccolo manifesta grande ammirazione e amore per la fotografia.
Diventato adulto, ha intrapreso la professione di giornalista per testate locali e nazionali ma portando sempre nel cuore la passione per l’arte della luce.

“…per me la fotografia non è una gara di bravura, è una gara di emozioni“.
Author

Giunto a Milano, decide di dare una svolta al suo modo di intendere la fotografia, dedicandosi al sociale, con un occhio particolarmente attento a tutti coloro che si trovano in difficoltà.
“Da quel momento ho iniziato ad andare in case di riposo, carceri e altri istituti a portare le mie immagini – racconta Andrea – per me la fotografia non è una gara di bravura, è una gara di emozioni.

Nasce così Semplicemente Milano, un progetto fotografico che racconta la tanto amata città sotto ogni punto di vista. Che si tratti di grandi eventi internazionali o di una semplice nevicata, il fotografo è in grado di cogliere la meraviglia celata in ogni angolo e l’emozione trasmessa da ogni sfumatura di colore.
Ma il vero amore di Cherchi sono le persone, quelle persone semplici che rendono grande Milano grazie a un piccolo gesto e a un sorriso. Coloro che lavorano in silenzio, che riempiono le strade di suoni e colori, coloro che realizzano grandi progetti, tutti questi rendono la città viva e piena di talenti.

Godendo di tanta bellezza, non c’è da stupirsi che il soggetto principe delle sue opere siano i cuori milanesi, pulsanti all’unisono per la loro grande casa.

Naturalmente, essendo fotografo, Andrea Cherchi è abituato a lavorare con i colori e le loro infinite sfumature, e Milano è la metropoli ideale per catturarli e apprezzarli. Lontano dal triste grigio cui spesso viene associato questo luogo, si potrebbe descrivere come un’esplosione di colori.

Ma è possibile sceglierne solo uno? Andrea non ha dubbi: “Direi il colore del cuore: il rosso – vivo, intenso che rende giustizia ai milanesi perché – noi, qui a Milano, riusciamo a trovare il sole anche nella nebbia”.

SEMPRE ACCANTO A TE MILANO

SEMPRE ACCANTO A TE MILANOQueste mie fotografie sono per voi. Sono per tutti e soprattutto per le persone anziane, per le persone in difficoltà e per le persone sole. La tromba di Raffaele Kohler che suona O Mia Bela Madunina commuove e ci fa sentire ancora più uniti. Grazie Raffaele per avermi concesso questo onore. E poi, grazie a tutti voi che siete a casa e grazie a chi lavora giorno e notte per noi per chi soffre. Sempre accanto a te Milano.

Gepostet von Semplicemente Milano di Andrea Cherchi am Dienstag, 17. März 2020

Annarita Serra

Dalla “plastica del mare” ad opere d’arte


Vola solo chi osa farlo…
e Milano ha il cielo favorevole.
Ecco quello che più mi piace della mia città:
la sensazione di libertà.
La libertà di cambiare la tua vita più volte.
La libertà di realizzare i sogni.
Ed è per questo che qui si corre.
E come quando si dice che la felicità è nel viaggio e non nella meta.
Così la corsa non ti pesa perché sai che al traguardo non rimarrai delusa. 
Si, il mio sentimento per Milano è la gratitudine,
in questo delicato momento più che mai.
Grazie Milano. 

Originaria della Sardegna, cresciuta a Milano, Annarita Serra è pazza per la plastica. Non fraintendete però, ad Annarita non piace inquinare, bensì tutto il contrario. 

Lei la plastica la raccoglie dalle spiagge, ne fa dei grossi sacchi e se li porta a Milano, nel suo atelier, dove trasforma questi frammenti colorati e levigati dal mare in opere d’arte. 

Tutto è nato dopo un viaggio in Nuova Zelanda.
Prima di scegliere di fare l’artista, Annarita aveva intrapreso una carriera nel marketing, diventando manager di una grossa multinazionale.
Grazie a questo lavoro, ha potuto viaggiare e visitare tanti luoghi diversi finché non è arrivata in Nuova Zelanda.
Qui, in questa terra così lontana, Annarita è rimasta meravigliata dalla natura selvaggia e dalle immense spiagge che l’hanno portata a ripensare alla sua terra natale, la lontana Sardegna. 

Di ritorno in Italia, quindi, Annarita organizzò un viaggio per visitare tutta la Sardegna, un tour invernale che la portò un giorno a Piscinas, dove trovò una spiaggia piena di plastica

Pensavo che una nave avesse perso il suo carico in mare” e invece non era così. Tutta quella plastica era stata portata a riva dalle correnti d’acqua, frutto dell’inquinamento dei mari di cui oggi si parla tanto. 

È qui che inizia la sua carriera di artista. Un’artista che salva il pianeta, che lavora con la plastica proveniente dalla Sardegna, ma lo fa nel suo atelier di Milano. 

È a Milano, infatti, che Annarita crea le sue opere d’arte.
È in questa città che le sue opere vengono esposte e trovano una voce, ed è sempre qui che Annarita ha scelto di cambiare la sua vita e il suo lavoro per realizzare i suoi sogni di bambina: diventare un’artista e salvare il mondo.


Gianni Bianchi

Milano: uffici, grattacieli, palazzi… e cascine


Siamo (per fortuna o sventura) testimoni di una svolta epocale, mai vissuta prima d’ora, almeno per gran parte di noi. Fermiamoci quindi a pensare, a riflettere e ad immaginare come potrà e dovrà, nel “dopovirus”, necessariamente cambiare l’intera Comunità, non solo milanese e italiana, ma Mondiale.
Mi rimbalzano in mente i “racconti di guerra” dei nostri genitori, dei nostri nonni: isolamento, apprensione, lunghe file per acquistare i generi di prima necessità, “mercato nero” (vedi le mascherine…).
Momenti drammatici, che ci eravamo illusi di aver per sempre relegato al passato, ma che ora invece tornano prepotentemente di attualità. Ci troviamo purtroppo solo all’inizio di questa emergenza, con grandi incertezze non solo sanitarie, ma anche sociali ed economiche. Solo gli opportunisti della deludente “partitica” o le persone irresponsabili credono di avere la “verità” e la soluzione in “tasca”.
Soluzioni definitive e valide, per il momento, sembrano ancora lontane.
Prepariamoci dunque, ma con calma e consapevolezza, ad affrontare ancora settimane, se non mesi, con autocontrollo e autodisciplina, senza aspettare che siano le Autorità o un qualsivoglia “potere forte” ad imporre regole ancor più restrittive.
Voglio concludere con una frase, forse logora, ma certamente vera: “ Sì, Milano può farcela e si rimetterà presto in carreggiata”. Con l’impegno di tutti, con convinzione, con “spirito ambrosiano”, tirandoci su le maniche, senza discussioni o recriminazioni fine a se stesse.
Forza, demes ‘na man, tucc insema, cont el coeur, e no ciaccer!!!

Gianni Bianchi è il Presidente dell’Associazione Amici di Cascina Linterno.

“Aiutare non significa sostituirsi, ma esserci rispettando i tempi dell’altro”.

Gianni è nato e vissuto per decenni a fianco della Cascina Linterno, un’antica grangia del contado milanese un esempio significativo di corte chiusa lombarda. Una cascina che si trova in via Fratelli Zoia (ora in piena città) in quel pezzo di terra che sta tra Baggio e Quarto Cagnino. Ai confini di quello che in futuro diventerà il Parco Delle Cave di Milano.

Negli anni ’90 Gianni, insieme a suo fratello Angelo e ad altri volontari, ha contribuito a fondare l’associazione Amici di Cascina Linterno, un’Associazione di Volontariato di cui Gianni è sempre stato, e lo è tutt’ora, il motore rombante nonché uno dei principali animatori della cascina.

Scopo di Gianni e degli altri volontari è quello di salvaguardare e valorizzare un patrimonio culturale di cui si hanno notizie già dal dodicesimo secolo. Tra gli obiettivi dell’associazione sicuramente il mantenimento dell’attività agricola e la conseguente tutela dell’ambiente e del territorio circostante.

 Per perseguire tali scopi vengono svolte diverse iniziative tra cui l’organizzazione di convegni a tema storico ed agricolo oppure incontri con scolaresche per visite guidate alla cascina.

Gianni si è sempre fatto trovare in prima linea per difendere e sostenere il territorio dov’è nato e cresciuto, ma non si è fermato qui. Non tutti lo sanno, ma è anche un grande sostenitore e amico dell’associazione “Il Gabbiano – Noi come gli Altri” il cui scopo è aiutare e favorire la realizzazione di un progetto di vita adulta per le persone con disabilità.

È, anche per questo, che Gianni Bianchi è per tutti noi e senza ombra di dubbio un grande esempio di altruismo e buona volontà.

GoodMorning Milano 11/12/19 Cascina Linterno

GoodMorning Milano 11/12/19 Cascina Linterno Cascina Linterno – Linterno AgriCultura Oggi in studio sono venuti a trovarci Gianni Bianchi (presidente dell'Associazione), Giuseppe Leccardi (vice presidente) e Paolo Zandrini (ufficio stampa) di Cascina Linterno vincitori dei Milano Storytelling Awards 2019

Gepostet von Milano AllNews am Montag, 9. Dezember 2019

Don Claudio

Non esistono ragazzi cattivi


Cos’è per me Milano?
Milano per me è tutto, qui sono nato, cresciuto e seguito la mia vocazione prima a livello ecclesiale e poi nella creazione di Kayrós. Milano è una città solidale, dovunque ti giri trovi persone pronte ad aiutare il prossimo anche con un piccolo gesto senza chiedere nulla in cambio.
Sperimento questi atti di generosità quotidianamente presso il carcere minorile Beccaria e all’interno di Kayrós, la mia associazione, dove vedo persone andare oltre il pregiudizio per rapportarsi con i cosiddetti “ragazzi cattivi”.
Nonostante i tempi difficili in cui stiamo vivendo, sono certo che la nostra Milano sarà in grado di rialzarsi e tornare a splendere più forte di prima grazie al nostro aiuto perché noi siamo Milano

Don Claudio Burgio nasce a Milano il 29 maggio del ’69. A ventuno anni, dopo gli studi classici, decide di entrare nel seminario della Diocesi ambrosiana, dove completa la formazione filosofica e teologica.
L’8 Giugno 1996 è ordinato sacerdote, nel Duomo di Milano, dal cardinale Carlo Maria Martini.

Grande appassionato di musica fin dall’infanzia, si forma musicalmente sotto la direzione di monsignor Migliavacca, seguendone le orme sia come musicista compositore che come sacerdote educatore; studia pianoforte ed organo sotto la guida del monsignor Luigi Benedetti e prosegue gli studi musicali presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Milano.
Nel 2007 la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano lo nomina Maestro Direttore della Cappella musicale.

Al suo attivo sono molte le composizioni sacre per coro, organo ed orchestra, canti per l’assemblea liturgica, canti per cori parrocchiali e canti polifonici tutti depositati presso l’archivio della Cappella musicale e della Veneranda Fabbrica del Duomo.
Essendo un appassionato musicista-compositore, scrive e pubblica “Una storia più grande di noi”, un lavoro discografico per la catechesi degli adolescenti che ha notevole diffusione in varie diocesi italiane.

Tra i vari impegni che segue quotidianamente, don Claudio è anche fondatore e presidente dell’associazione Kayrós che dal 2000 gestisce comunità di accoglienza per minori e servizi educativi per adolescenti.
Dopo dieci anni di parrocchia, coinvolto nella pastorale giovanile degli oratori, diventa inoltre collaboratore di don Gino Rigoldi come cappellano dell’Istituto penale minorile “Cesare Beccaria” di Milano.

Accanto all’attività pedagogica che lo vede impegnato quotidianamente con i ragazzi delle comunità, numerosi sono i suoi interventi in dibattiti ed incontri pubblici su temi sociali di attualità, su spiritualità, educazione, famiglia, tossicodipendenza, emarginazione giovanile.
E’ autore di “Non esistono ragazzi cattivi”, racconto-testimonianza dei primi anni vissuti a fianco dei ragazzi del carcere minorile e delle comunità Kayrós.

GoodMorning Milano 20/12/19 – Kayròs

GoodMorning Milano 20/12/19 – Kayròs

Gepostet von Milano AllNews am Montag, 23. Dezember 2019

Joanna Borella

La grande forza delle bimbe nel pallone


Adoro Milano!
La mia città da 52 anni!
Certo è inquinata, piena di auto, gente, fabbriche, negozi ecc.. ho provato a lasciarla, ma non esiste!
Abbiamo un legame profondo io e Milano:
i Nonni Materni, i Bisnonni, Mamma e Babbo, tutti i fratelli e sorella sono Milanesi,
perché lasciarla?
Cerchiamo di trovare sempre il lato positivo della città che si vive.

Joanna Borella, in campo Mister Jo, nasce in India nel 1965 e, dopo solo un anno di vita, arriva in Italia.
Il 12 novembre del 68’ viene ufficialmente adottata da una famiglia italiana diventando, così, la prima straniera ad essere stata adottata nel nostro paese. La sua è la prima adozione internazionale avvenuta in Italia.

Appassionata da sempre per il “Gioco del Calcio” , Joanna diventa una vera e propria istituzione del calcio femminile nel quartiere milanese di Via Padova e Loreto.

Nonostante abbia dovuto interrompere per problemi fisici una probabile carriera da professionista, la passione per il calcio non le è mai venuta meno. Il suo essere particolarmente attiva sia come operatrice d’infanzie/educatrice che come allenatrice in ambito calcistico, la porta fondare una scuola di calcetto femminile rivolto in particolar modo a bambine e ragazze della zona.

Nasce cosi, nel 2015, ASD Bimbe nel Pallone Scuola Calcio con lo scopo di dare pari opportunità, a bambine e ragazze, di giocare a calcio o calcetto liberamente.

Seconda Joanna “lo sport educa”, ed è proprio per questo che la sua scuola si propone a bimbe e ragazze partire dai 9 anni; età esplorativa e propedeutica allo sport.

Bimbe nel Pallone vuole essere una risposta ed una alternativa per tutte le bambine che non si riconoscono negli usuali sport “da femmine” e come Joanna hanno la voglia di combattere su un campo di calcio. Vuole essere inoltre una risposta alle scuole di Calcio concentrate troppo sul risultato agonistico e ben poco all’educazione e formazione dei giovani.

Negli ultimi anni, poi, Joanna ha potuto accrescere la sua esperienza come educatrice ed allenatrice creando e seguendo dei piccoli Stage di “Lezioni di calcio” presso due Scuole di Milano della sua zona: l’Istituto Comprensorio Casa del Sole Parco Trotter e l’Istituto Comprensorio Quintino di Vona.

Lo Sport in Rete 29/03/19 – Joanna Borella

Lo Sport in Rete 29/03/19 – Joanna Borella

Gepostet von Milano AllNews am Freitag, 29. März 2019

Carlo Cecaro

Ma se Milano fosse in provincia di Sant’Altrove?


Milano.
Sei la mia fobia, 
Sei la mi a città-utopia,
Illudersi di parlare alle orecchie di un sordo,
Per questo ancor ci credo, 
Insisto e non demordo.

Cartellomania
Agenzia di Sant’Altrove

P.S. A Wuhan il cielo era tornato azzurro.

Carlo Cecaro è un’artista milanese che ha fatto dei famosi cartelli “vendesi/cercasi/affittasi” la sua più conosciuta espressione artistica. Cartellomania è il nome del progetto nato dalla sua Agenzia dell’Utopia che ha sede nella città (di sua creazione anch’essa) di Sant’Altrove. 

Nella città di Sant’Altrove ci sono tutti i problemi che vengono portati “altrove”, quelli di cui qualcun altro deve occuparsi. Ma qualcuno si è mai chiesto cosa ne pensa la città di Sant’Altrove? Ebbene quel qualcuno è Carlo Cecaro che attraverso la sua Cartellomania ha deciso di ribellarsi, o meglio “Ribellasi”.

Cartellomania è una performance di visual poetry che nasce nel 2007 con la sua prima insegna “vendesi il mio voto di preferenza elettorale”. L’idea di utilizzare i cartelli vendesi, nasce dalla voglia del nostro artista di creare una street art che non copiasse o scimmiottasse lo stile della street art straniera ma che avesse uno stile del tutto italiano. Da qui la scelta dei cartelli vendesi, un oggetto parte integrante della cultura italiana, che Carlo usa per la sua visual poetry, decontestualizzandoli e modificandoli a suo piacimento.

Carlo Cecaro ha da sempre espresso la sua arte dei cartelli sulle paratie del famoso “Ponte degli Artisti”, il ponte di ferro verde di Porta Genova, che purtroppo chiuso nel 2016, ancora oggi non mostra segni di riapertura. Ed è così, chiedendosi se mai questo ponte si potrà riaprire, che nasce il suo nuovo progetto: “Domandasi”. L’obbiettivo di questa performance è quello di rispondere a una domanda, che è “La Domanda” che Carlo si è posto alla chiusura del ponte: “Perchè hanno chiuso questo storico ponte?”. 

Carlo ha così affisso alla staccionata che blocca il passaggio sul ponte, i suoi cartelli di diversi colori e di diverse dimensioni con un unica scritta: Domandasi.
Alcuni sono già compilati con varie domande che lui stesso si è posto; altri sono ancora da compilare cosicché chiunque possa scrivere la propria domanda e pensare a chi rivolgerla. Non si tratta solo di pensare a una domanda, ma anche di cercare chi può dare la risposta, compilando il “rivolgersi a” che chiede di identificare un destinatario. Le domande che Carlo legge sui suoi cartelli, quelle poste dai passanti, non sono solo domande ironiche e simpatiche.
Alcune di queste hanno uno sfondo polemico altre hanno note critiche ma argute che fanno emergere delle “distorsioni” che disturbano lo status quo. 

Carlo Cecaro è un artista che ha cercato una via tutta sua di fare street art, con uno stile del tutto italiano e con l’obiettivo di aiutare la città a migliorare facendo domande a cui forse qualcuno risponderà.

GoodMorning Milano 24/10/19 – Cartellomania e Artupia

GoodMorning Milano 24/10/19 – Cartellomania e Artupia

Gepostet von Milano AllNews am Donnerstag, 24. Oktober 2019

Folco Orselli

Chicago o New Orleans? La patria del blues è Milano


Milano in questi giorni mi ricorda il luogo in cui ho imparato a gustarmi la malinconia: il Luna Park delle Varesine.
Sono cresciuto vicino alla stazione centrale e intorno ai dieci anni passavo lunghi pomeriggi, da solo, a camminare in mezzo alle giostre, tra i tiro a segno, la nave pirata, gli enormi scivoli e la casa dei fantasmi.
Nei giorni feriali gran parte delle attrazioni erano chiuse, e tutta quella inattività, colorata, mi trasmetteva una sensazione tra la pace e una sorta di compiaciuta, malinconica solitudine.
Ora bisogna stare in casa, ma quella malinconica solitudine la avverto, sento che è là fuori.
Quello che spero è che presto riaprano le “giostre” e si torni di nuovo a sentire le urla felici e spaventate di noi tutti…
sulle montagne russe.

Folco Orselli, nasce a Milano il 6 dicembre 1971, è un compositore e cantautore milanese che suona chitarra e pianoforte.

Ha iniziato l’attività musicale come componente del duo Caligola che conta anche una partecipazione a Sanremo Giovani nel 1995 e con cui, l’anno successivo, pubblica il suo primo album: “Il sole che respira”.

Nello stesso anno nasce il progetto musicale “Folco Orselli e La Compagnia dei Cani Scossi” con cui autoproduce l’album di inediti “La stirpe di Caino” (2000). Parallelamente crea il Caravanserraglio, autentico e originale movimento musicale formato da un gruppo di affiatati cantautori milanesi.

Nel 2004 da solista pubblica l’album “La spina” per Lifegate Music in cui sono forti i riferimenti alla musica blues di strada ed alla canzone d’autore; e nel 2007 con l’album “Milanobabilonia” si aggiungono influenze funky e di musica sudamericana.

Folco ama raccontare, attraverso la musica, la sua Milano.
Questo lo ha spinto a intraprendere un nuovo progetto: “Blues in Mi – Vol. 1”, una sorta di “docu-film” a puntate sul tema delle periferie e dei quartieri di Milano, che andrà a incontrarsi ed integrarsi con il blues, da sempre la sua più grande passione.

Paolo Sarpi Blues – Folco Orselli

Per Folco la vera “milanesità” si riscopre maggiormente nelle periferie rispetto al centro cittadino.

“Le periferie delle città se non adeguatamente “illuminate” possono diventare le periferie dell’anima, il luogo in cui tutto stravolge e muta in una sorda trasformazione frustrante e pericolosa”.
Author
GoodMorning Milano 28/02/2020 – Folco Orselli

GoodMorning Milano 28/02/2020 – Folco Orselli

Gepostet von Milano AllNews am Freitag, 21. Februar 2020

Marianna Quartuccio

Milano la guardo la tram


Dare una definizione a Milano è difficile, per le sue mille sfaccettature, spesso in contrasto tra di loro.
Non è la città della pacca sulla spalla, ma è quella che ti da soluzioni.
Al romanticismo preferisce il pragmatismo.
E’ la città che ti da la libertà di essere come vuoi, quella che ti insegna che la famiglia molto spesso non è quella di sangue ma sono gli amici che si scelgono.
E’ la città che ti fa scoprire una forza, che spesso ci si dimentica di avere.
E’ la città, che fortifica il legame con le proprie origini.
E’ la città che ti insegna a fidarti ma non affidarti

Marianna Quartuccio nasce a Torre Annunziata in provincia di Napoli.
Nella vita si occupa principalmente di consulenze ma la sua più fervida passione, la fotografia, l’ha spinta ad impegnarsi in quest’arte, trasformandola nel suo secondo lavoro.
Nel 2008 si trasferisce a Milano, curiosa di scoprire la città e di coglierne tutto il bello che può offrire.

La fotografia è una componente molto importante della sua vita e recentemente ha completato il suo progetto artistico Milano vista da un tram. Secondo Marianna raccontare la città attraverso i finestrini dei tram, che la accompagnano dal centro alla periferia, è un ottimo modo per immergersi nella città, in una continua scoperta degli angoli e degli abitanti milanesi.

Marianna scrive con la luce un elogio appassionato alle persone, il suo principale oggetto di studio e ammirazione.
“Non sono una paesaggista – racconta – mi piace fare reportage, trattare il sociale e narrare storie, partendo da coloro che rendono viva Milano”.

Tuttavia in tutto questo tempo non si è mai dimenticata di Napoli e, come atto di grande amore, ha realizzato il progetto Non è solo una palla che rotola, per raccontare attraverso il calcio la sua “città natale” e tuti quei napoletani lontani da casa (un po’ come lei) uniti nella fede verso il Napoli Calcio.

Marianna afferma che la bellezza di Milano risieda nelle persone. Si potrebbe addirittura paragonare la città stessa a una persona, troppo spesso vittima di preconcetti.
Non si tratta di una metropoli triste e frenetica: solo superficialmente tutti sono di corsa, in realtà si trova sempre il tempo per godersi la vita e gli affetti.

“Milano è come una persona timida, da scoprire.
Pensando ad altre città italiane: Roma è sfacciatamente bella, ovunque ti volti trovi una bellezza unica. Napoli è festosa, ciò che la rende meravigliosa è il calore delle persone, è la città della ‘pacca sulla spalla’.
Per apprezzare Milano ci vuole tempo e curiosità, bisogna scoprirla”.
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Forse Milano non sarà la città dell’amore, né della bellezza dietro ogni angolo, ma è quella che ti consente di realizzare i sogni, come sta succedendo a Marianna.
Grazie alle persone che la rendono viva, la comunità milanese è più familiare di quanto si possa pensare.


Wiseair

Un vaso che respira
(e una App che in questi giorni usano tutti)


Milano è il luogo dell’incontro, in cui persone, storie ed esperienze si uniscono ogni giorno per creare qualcosa di nuovo, di bello, qualcosa di più. Milano è il luogo della trasformazione e della generazione: una comunità di persone in movimento, di idee in fermento, di azioni in divenire. Milano è il luogo in cui le differenze sono risorse, le divergenze sono aperture, i rischi sono opportunità. Ma forse Milano non è nemmeno un luogo, no. Forse “Milano” sono le persone che la animano ogni giorno. #noisiamoMilano

Wiseair è una start up nata nel 2018, frutto dello spirito di iniziativa di cinque studenti universitari del politecnico di Milano e Torino con un obiettivo comune: realizzare qualcosa di concreto per contrastare l’inquinamento urbano. 

Loro sono: Andrea Bassi, Fulvio Bambusi, Carlo Alberto Gaetaniello, Andrea Torrone e Paolo Barbato.

“Tutto parte dal problema più grande di Milano: l’inquinamento.”
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Conosciutisi durante un progetto formativo organizzato dall’Alta Scuola Politecnica, in collaborazione con la School of Entrepreneurship and Innovation (SEI) di Fondazione Agnelli; Andrea, Fulvio, Carlo, Andrea e Paolo sentono l’esigenza di trasformare quello che era nato da uno studio universitario in un vero e proprio progetto imprenditoriale e di vita. 

Tutto ha inizio con la creazione di una community, Milano Aria Pulita, che vuole riunire e dare voce a tutte quelle persone che vogliono fare qualcosa di concreto per l’ambiente. Realizzano eventi, marce di sensibilizzazione ma soprattutto sostengono i ragazzi di Wiseair e il loro progetto. 

Grazie anche a una campagna di crowdfounding su produzionidalbasso.com nasce Arianna, un vaso intelligente in grado di registrare il livello di inquinamento dell’aria.

Milano è la città su cui i ragazzi di Wiseair hanno puntato, in cui credono che il loro progetto basato su di un modello di collaborazione dei cittadini possa funzionare al meglio. Arianna, infatti, ha bisogno di essere presente sui balconi di più persone possibili per essere maggiormente efficace e per permettere una mappatura quotidiana e capillare dell’aria che si respira in città.

“Milano é la città in cui tutti noi founder viviamo e nel quale percepiamo ogni giorno come il problema dell’inquinamento sia ancora lontano dall’essere risolto. In questa città siamo riusciti a radunare una splendida community che ha reso il nostro progetto possibile. Grazie al progetto Arianna e Milano Aria Pulita siamo riusciti ad imparare molto e l’esperienza milanese sarà il punto di partenza per portare il nostro progetto nel resto d’Italia.”

Sempre attenti alle esigenze della città, i ragazzi di Wiseair si sono interrogati su come rendersi utili in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo in questi giorni di Coronavirus.
Così danno vita all’app filaindiana.it, una app per smartphone ,ma anche un sito, che permette agli utenti di controllare e registrare lo stato della fila davanti ai supermercati in questi giorni di “ingressi contingentati”. 

Cinque amici con un obiettivo comune, cinque talentosi studenti attenti ai problemi che si presentano in città sempre pronti a cercare una soluzione per rendere Milano una città migliore.

GoodMorning Milano 31/01/20 – Wiseair

GoodMorning Milano 31/01/20 – WiseairArianna, la pianta che monitora la qualità dell'aria.

Gepostet von Milano AllNews am Freitag, 31. Januar 2020

Gaia Calimani

Perché il teatro va fatto “a mano”.


Sono nata a Milano negli anni ’70 e qui ho sempre vissuto, è la mia culla.
Ho visto la Milano anni 80’ e poi la più triste ed incupita dei decenni successivi.
Lavoro in teatro dal 1993 prima ho ‘assaggiato’ seppur molto giovane la Milano della comunicazione e della pubblicità per poi scegliere una strada più incerta e meno tutelata ma sicuramente più umana.
A Milano mi sono quindi creata la mia famiglia anche lavorativa crescendo professionalmente in un’unica struttura contribuendo alla sua evoluzione fino ad oggi in un panorama cittadino sicuramente molto stimolante.
Ora l’emergenza sanitaria che tutto il mondo sta vivendo ci traghetterà sicuramente in un altro contesto, sarà difficilissimo riprenderci, cambieremo molto e con noi la città. Forse ci sarà una recessione che farà tornare il bisogno e la volontà di incontrare, parlare, dovremo rimetterci in discussione.
Mi auguro solo che in questa prospettiva il teatro e la cultura, a Milano, torni ad essere davvero protagonista perché voluta, cercata e scelta dai milanesi.

Gaia Calimani nasce a Milano negli anni ’70, in quella che ama definire la sua culla.

In questa città si crea la sua famiglia, non solo quella privata ma anche quella lavorativa e nel 1993 si avvicina al mondo del teatro.

Dal 1998 diventa responsabile delle Relazioni Esterne, Produzione ed Eventi del Teatro Litta e di conseguenza di Manifatture Teatrali Milanesi. Nel 2018, poi, assume la carica di Presidente della Fondazione Palazzo Litta per le arti Onlus.

Diventare presidente del luogo in cui sono cresciuta professionalmente è stata sicuramente una gioia anche se ogni tanto non dormo la notte
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Per la Presidente Gaia, MTM (Manifatture Teatrali Milanesi) non è solo un teatro, ma è vita sociale, scambio, condivisione e cultura. La sua filosofia è quella di essere principalmente un progetto artistico aperto, nato per incentivare e mettere in atto un reale e fattivo lavoro di equipe, inaugurando un nuovo modello organizzativo, economico, di produzione, gestione e promozione che vuole far confluire i saperi e le poetiche di singoli soggetti produttori in MTM.

GoodMorning Milano 19/02/2020 – Gaia Calimani

GoodMorning Milano 19/02/2020 – Gaia Calimani

Gepostet von Milano AllNews am Mittwoch, 19. Februar 2020

“Oggi, e ancor più nei prossimi mesi, abbiamo tutti bisogno di sentirci uniti con obiettivi comuni per ricreare e ricostruire un benessere non più individuale ma collettivo. Noi di MTM siamo un piccolo esempio a mio parere molto positivo di comunità coesa che lavora per proporre al pubblico occasioni di vivere insieme esperienze ed emozioni che vanno oltre l’esibizione sul palcoscenico”.

MTM Propone una interessante soluzioni per passare queste serate durante l’emergenza Coronavirus

A partire da mercoledì 25 marzo dalle 21.00 per tutte le sere sul canale Vimeo di MTM Teatro, ci sarà la messa in onda di uno spettacolo teatrale.

elenco degli spettacoli con le date.

27.03 LA GRANDE RIVOLTA
28.03 FAKE 
29.03 SINCERAMENTE BUGIARDI
30.03 PICCOLI ESERCIZI DI FELICITA’ (per ragazzi)
31.03 IL VENDITORE DI SIGARI
01.04 speciale AMLETO
02.04 LA BOTTEGA DEL CAFFE’
03.04 GETSEMANI 
04.04 SCATENIAMO L’INFERNO (per ragazzi)
05.04 CONVERSAZIONE CON LA MORTE0

6.04 SENZA CODA (per ragazzi)
07.04 BLACKOUT
08.04 TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA
09.04 DAME OSCURE
10.04 ARCHITETTURA ADDIO PARTE A
11.04 IL SONDAGGISTA
12.04 ANNA K
13.04 GL’INNAMORATI
14.04 PROFUMO 
15.04 ARCHITETTURA ADDIO PARTE B
16.04 IDENTIKIT DI UNA DONNA


Walter Vucenovich

Con lo sport vi porto a Milano anche il mare


Milan col coeur in man”, recita un vecchio detto meneghino.
Adesso, la città che ha sempre accolto ed aiutato, a sua volta necessita di un comportamento responsabile e chiede sacrifici a tutti per uscire in fretta dall’emergenza.
Lo sport è da sempre una grande risorsa milanese, ed anche in questo momento non si tira indietro e continua nella sua instancabile opera di essere propositivo e fare da collante tra i suoi abitanti.
C’è solo da sperare che chi occupa posizioni in grado di orientare la politica sportiva si renda conto che senza impianti e senza una politica di largo respiro, per  tante Società, già messe a dura prova dalle onerose condizioni operative, questo Virus potrebbe dare il colpo di grazia e mettere la parola “fine“ a tante eccellenze in ogni disciplina sportiva. 

Walter Vucenovich nasce nel 1953 a Milano e, prima ancora di saper camminare, impara a nuotare. Con un passato dedicato interamente al nuoto agonistico e ricoprendo incarichi a tutti i livelli, da 28 anni è il presidente della Kally NCMilano, la prima società sportiva milanese a presentare una squadra di pallanuoto femminile in Serie A1.

Un’eccellenza simile, tuttavia, non trova il giusto spazio nella propria città. Milano si avvale di un’indiscutibile importanza su più fronti e in molteplici ambiti ma i problemi sportivi, legati ad aspetti economici e di attenzione pubblica, sono innumerevoli, fatta eccezione per alcuni rari casi.

“Purtroppo non ci sono stabilimenti e piscine idonei per svolgere sport acquatici ad alto livello.
La nostra società, ad esempio, è stata costretta a spostarsi a Lodi per praticare la pallanuoto. Avremmo bisogno, noi come tante altre società, di un’inversione di rotta, di maggiori aiuti comunali”.
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Lo sport ha un valore innegabile, che ognuno di noi può testimoniare. È un aspetto della quotidianità con cui tutti ci siamo rapportati, più o meno direttamente. Che si tratti di una semplice camminata per le vie del quartiere o di una gara ad alti livelli, lo sport forgia il carattere.

Ma in una metropoli come Milano, sempre in movimento, sempre carica di impegni, che valore può avere? Certamente si tratta di un validissimo aiuto per la saluta fisica e mentale ma la sua importanza non si esaurisce lì.

Vucenovich sostiene, con grande convinzione, che con lo sport istruiamo i futuri cittadini a convivere in un certo modo, a seguire determinate regole. Lo ritiene un investimento personale. Pochissimi atleti degradano e sfociano nella delinquenza perché ciò implicherebbe comportamenti che non rientrano nella loro mentalità. Inoltre, in una città come Milano, lo sport insegna l’agonismo, il desiderio di lottare per essere i migliori, ma sempre con grande rispetto dei valori come la lealtà.


Suor Elisabetta

Mens sana in corpore sano (in salsa Milanese)


Milano è la mia città di adozione, ma anche la città dove è nata mia madre, per cui anche se sono romana, Milano  mi appartiene.
Mi appartiene con tutto quello che è, un po’ frenetica,  ma soprattutto laboriosa, impegnata, determinata, bella.
Una città che ha saputo trasformarsi nel tempo, valorizzando il suo genio e la sua cultura imprenditoriale, passando da città industriale a metropoli europea capace di proporsi nel panorama internazionale come polo della cultura: una città all’avanguardia e un po’ visionaria.
Milano è una città che sa “osare”, forte delle reti tra pubblico e privato, tra istituzioni e cittadini anche perché è consapevole che insieme si può puntare in alto.
E’ per questo che amo questa “mia” città.

Elisabetta Stocchi nasce e trascorre tutta la sua giovinezza a Roma, città in cui si avvicina allo sport e dove grazie alla sua grandissima passione per il Judo arriva ad ottenere la cintura nera.
Frequenta prima il liceo classico e dopo la facoltà di scienze motorie.
A 28 anni, poco dopo aver concordato la data del matrimonio, lascia il suo fidanzato per rispondere alla chiamata di Dio.
Entra così in convento, presso le Suore di Santa Dorotea di Cemmo.

“Da ragazza conducevo una vita lontana da Dio, la mia chiamata è avvenuta a seguito di una forte conversione”.
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Nel 1998 Suor Elisabetta, dopo aver preso il velo, arriva a Milano, presso il centro Asteria.
Un centro educativo che fa del binomio cultura e sport la propria colonna portante, proponendo svariati corsi di discipline sportive (sia amatoriali che professionistiche) sia un cartellone teatrale e cinematografico tutto di rispetto.
Il quartiere in cui opera, nella periferia sud-ovest della città, è ferito da gravi disparità sociali. Grande povertà e benessere coesistono ma non si aiutano, mettendo così in difficoltà le fasce più fragili ed emarginate. Sin dalla nascita, il Centro Asteria decide di puntare tutto sui giovani: coloro che hanno in mano il futuro.
Tutto ciò che operiamo si fonda sui concetti di aiuto sociale ed educativo. La relazione, il confronto e il dialogo abbattono tutte le barriere. Vengono superati pregiudizi e luoghi comuni, soprattutto legati alla religione” afferma.

Nel 2001 nasce il progetto di punta del centro, ossia l’insegnamento, (che al momento conta classi di ogni ordine grado dalla scuola dell’infanzia fino al Liceo). Da allora, un numero sempre maggior di persone aderisce a questa opportunità e il centro si estende fuori dai confini milanesi, toccando Liguria, Piemonte, Marche, Val d’Aosta, Trentino, Sicilia e Sardegna… Per il 2020, il tema principale del Centro asteria lo si può riassumere con il motto di quest’anno: “Vita che racconta la vita”.

Oggi, Suor Elisabetta si occupa del coordinamento generale di tutte le attività offerte.
Ha assistito all’evoluzione di questa realtà che tiene ancora vivo il proprio obiettivo: tessere importanti relazioni tra giovani e adulti, in un continuo scambio di testimonianze.
“La forza del centro – spiega Suor Elisabetta – sta nell’elevatissimo numero di collaboratori, nel dialogo continuo tra ragazzi e relatori, nel rileggere i bisogni e le necessità delle persone rimanendo sempre ancorati all’attualità”.

Suor Elisabetta racconta che molti giovani che entrano nel centro hanno una vera sete di spiritualità. Sostiene che essi portano nel cuore molte domande importanti e desiderano veri testimoni di vita, che superino i concetti di fama e successo per giungere ad una forte pienezza e consapevolezza identitaria.

Focus Periferi 16/03/20

[Puntata girata prima dell'entrata in vigore delle restrizioni rigaurdanti la tutela della salute per il Coronavirus]Ci troviamo al Centro Culturale Asteria Milano per la novantaseimesa puntata di #FocusPeriferie

Gepostet von Milano AllNews am Montag, 16. März 2020

Simone Lunghi

L’Arcangelo dei Navigli (che si porta dietro i suoi Angeli)


Milano mi ha fatto incontrare un mucchio di persone incredibili dandomi la forza di distillare il mio vero me stesso, con il coraggio di fare vedere il mio modo, magari fuori dal mainstream, di vedere le cose e la voglia di provare a trasformare il mondo.
Io non so se sia stato l’avvento dei social: in provincia io ero una persona un po’ “strana”, fuori dal coro diremmo oggi, invece a Milano è più facile riuscire a fare rete, mettersi assieme.
Alla fine per me Milano è come una enorme tavola da surf e ognuno di noi è una piccola pinnetta direzionale.
Da solo puoi fare ben poco io però ho trovato molte altre “pinne” disposte ad ascoltarmi e tutte insieme abbiamo la sensazione di aiutare a trovare la giusta rotta.

Angelo dei Navigli è il soprannome con il quale Simone Lunghi è conosciuto a Milano, ma ormai con il seguito che il suo movimento ha, si potrebbe facilmente definire “Arcangelo dei Navigli”. 

Con la sua canoa, una tenda da campeggio e una bicicletta pieghevole, Simone è stato il primo uomo a circumnavigare la città di Milano attraverso i navigli.

Istruttore di canoa alla Canottieri San Cristoforo, è un atleta ma è anche un amante dei navigli e della loro storia. Come gli piace definirsi, lui è uno “stravagante sportivo ecologista” che si dedica alla valorizzazione dei navigli milanesi. 

Uno dei miti che circola tra gli abitanti di Milano riguarda l’acqua dei navigli: si crede, intatti, che questa sia fortemente inquinata. Il messaggio che Simone e i Canottieri San Cristoforo vogliono comunicare però è proprio il contrario, ovvero: l’acqua dei navigli non è inquinata, bensì è ottima. Tuttavia, molte persone continuano a gettare vari rifiuti nel fiume sporcandolo.

È per questo che nasce l’associazione “Angeli dei Navigli”, che ha come obiettivo quello di ripulire il fiume dalle “tracce di incivile civiltà” e permettere ai cittadini di rivalutare e riscoprire i navigli anche attraverso eventi sportivi e culturali. 

Simone, insieme ai volontari di Angeli dei Navigli, ha estratto più di 500 bici, decine di carrelli della spesa, plastiche e vetri dall’acqua dei Navigli.

«L’idea di fondo é quella che per fare innamorare i milanesi dei Navigli bisogna tenerli con decoro. Milano è un racconto bellissimo ma le pagine dei navigli sono state strappate. Dobbiamo recuperarle e riprendere il racconto.»

Nel 2019, Simone Lunghi ha vinto il premio come personaggio dell’anno ai Milano Città Stato Awards, per il suo impegno sui navigli. Nello stesso anno anche l’associazione Angeli dei Navigli ha vinto numerosi premi tra cui il premio Awesome Foundation, i Milano Storytelling Awards (di Milano AllNews) e il Panettone d’oro.

Anche se in questi giorni di quarantena ogni attività sportiva, e non, è stata interrotta, né canottieri San Cristoforo né gli Angeli dei Navigli restano inattivi e in silenzio. Per continuare la valorizzazione del territorio milanese, Simone e tutti i volontari hanno deciso di raccontare ogni giorno, con un post sulle loro pagine social, la storia di Milano per mantenere attiva e viva la città che loro tanto amano.

GoodMorning Milano 12/07/19 – Canottieri San Cristoforo

In navigazione sul naviglio Grande insieme a Simone Lunghi della Canottieri San Cristoforo per scoprire le meraviglie dei Navigli, conoscere gli Angeli dei Navigli e vedere la città da un'angolazione insolita.

Gepostet von Milano AllNews am Freitag, 12. Juli 2019

Priscilla Losco

Ispirare gli altri stando “comodamente” seduta

Cara Milano.
Hai sempre accolto uomini e donne che hanno fatto la storia del nostro paese e quella del nostro pianeta.
Adesso un’altra pagina di storia sta per essere scritta. Difficile e così cupa da sembrare apocalittica.
Ma tu Milano puoi affrontare questa battaglia come sempre grazie ad esseri umani di culture ed etnie differenti che ti hanno scelto come casa. E dopo un primo momento di “intontimento” dovuto allo shock, hai dimostrato che la città non si fermerà  finché ci saranno persone in prima linea che, nonostante non facciano parte di aziende che operano nel sociale, dedicano il loro tempo a chi è più debole e più bisognoso, mettendo la stessa forza dei nostri operatori sanitari che stanno rischiando tutto per gli altri.
Dobbiamo pensare che anche un solo uomo può cambiare il mondo, e adesso, ogni uomo può aiutare la sua città.

Priscilla Losco nasce nel 1994 a circa 20 minuti da Milano.
Durante il periodo delle scuole superiori, a 14 anni, si trasferisce con la sua famiglia nel capoluogo lombardo. Amante della scrittura e dello sport, passa ogni momento possibile in movimento.

It's so difficult to find a wheelchair accessible gym in Italy, but I'm lucky because I find an accessible gym which improves every day! For example: after changing the coffee machine, was bought a new machine with controls for wheelchair people ☕ Thank you @mcfit_it#ProudToBeMcFit

Gepostet von Priscilla Chairleader am Samstag, 23. März 2019

Nel 2012 rimane coinvolta in un incidente stradale uscendone con una tetraplegia che la costringe a stare su una sedia a rotelle.
Fortunatamente, dopo circa un anno di riabilitazione, grazie all’aiuto e al sostegno di Professori, amici e famigliari, riesce a non perdere l’anno scolastico e si diploma insieme ai suoi compagni.
Oggi Priscilla sta per ultimare i suoi studi all’Università Cattolica di Milano.

Forte della sua passione per la scrittura, nel 2015 apre un blog in cui parla della sua esperienza, dei suoi viaggi e di sport. Ora il tutto è convogliato nella Pagina Facebook: Priscilla Chairleader. In un clima di serenità ed accoglienza, Priscilla ascolta le storie di altre persone con problemi al midollo spinale, favorendo uno scambio di idee e consigli. Poco tempo dopo, apre anche una pagina su Instagram per mostrare tutto ciò che è in grado di fare e sensibilizzare in modo più diretto.

“In questo periodo di isolamento, a causa del Coronavirus, io non mi sento per niente isolata: molte persone mi scrivono per sapere cosa faccio in questi giorni, per avere consigli sulle attività da svolgere o per fare due chiacchiere”
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Milano ha molto da offrire, a tutti e in ogni ambito. È la città in grado di competere con le altre capitali europee. Tuttavia, quando la si viva su una sedia a rotelle, ci si accorge di alcune difficoltà non trascurabili.
Milano è bella perché non ci sono differenze tra le persone ma non è ancora pronta a diventare come le altre capitali europee – racconta Priscilla – molti luoghi che dovrebbero unire le persone, come i bar ad esempio, non sono attrezzati per favorire ognuno allo stesso modo”.

Nonostante questo, Priscilla Losco continua ad essere una grandissima sostenitrice di Milano e dei milanesi: “Anche se non è super accessibile, Milano è la mia città. Consiglierei a chiunque di trasferirsi qui anche se dovesse avere paura di incontrare delle difficoltà. Se dovessero succede, sia che si tratti di una persona in sedia a rotelle che non, gli direi di venire con me, lo porterei a vedere tutti i luoghi più belli della mia città”.

MunicipioX 06/11/2019 – Priscilla Losco: Priscilla Chairleader

Questa sera a MunicipioX in compagnia di Priscilla autrice del sito Priscilla Chairleader

Gepostet von Milano AllNews am Mittwoch, 6. November 2019

Massimiliano de Cinque

Quando pensi che sia da buttare, pensa che potresti “ri-usarlo”


L’aspetto che mi affascina di questa città è il mix di culture ed esperienze, un connubio che ben si sposa con la mia indole “milanese”: operosa e solidale.
Le opportunità per chi ha la capacità di coglierle sono enormi, ognuno può ritagliarsi un ruolo e spingersi fin dove ne è capace, riuscendo a contaminare e facendosi contaminare per alimentare creatività e fantasia.
Milano non è solo la capitale economica del Paese, basta un’occhiata agli edifici che sfiorano i cieli per capire quanto sia ricca, ma non è solo questo a colpire… già prima di entrare a Milano, l’albero della vita creato in occasione dell’Expo lascia intuire l’aspetto solidale che si intreccia tra storia e modernità.

Massimiliano de Cinque, abruzzese d’origine, vive in Lombardia da oltre metà della sua vita. Dal suo arrivo in città non si è fermato un momento e ha colto tutte le opportunità che questa grande città gli ha presentato.

Qui, infatti, ha scoperto il rugby, uno sport che gli ha insegnato che quando si cade ci si deve rialzare, che si vince in gruppo solo se lo spirito di squadra è sentito da tutti, che dopo la partita, a prescindere dal risultato c’è sempre il “terzo tempo”.

Nel 2010, poi, Massimiliano fonda l’associazione Progetto Nuova Vita partendo da un’idea: trasformare il problema dei rifiuti elettronici in opportunità. Attraverso il riuso si sarebbero potute aiutare persone in difficoltà, dotandole di uno strumento (il computer) che diventava sempre più indispensabile. L’idea piacque a tal punto che da lì a poco Massimiliano venne premiato per l’idea in occasione del 7green Awards 2012 in Triennale

L’anno successivo in SIAM a Milano prese corpo un’ iniziativa che Massimiliano decise di presentare durante il LinuxDay e che lo portò al padiglione Italia durante l’Expo dove raccontò ai visitatori di Rigeneri@mo, il progetto che ha permesso a oltre 80 scuole lombarde di poter avere materiale informatico per le attività didattiche e di sostegno per la scuola.
Le iniziative scolastiche hanno interessato anche il tema del bullismo  del cyberbullismo, raccontato anche negli studi Rai di Corso Sempione (ma anche su TGCom).

Lo scorso anno, dopo tre mandati e tante soddisfazioni, Massimiliano ha scelto di tagliare il cordone ombelicale con l’associazione e intraprendere un percorso individuale, per dedicare più tempo alle sue passioni. 

Dopo qualche anno è normale che un iPhone7 abbia la batteria che dura poco e l’audio del telefono si senta a malapena. Sono problemi che si risolvono con una spesa modesta. Basta una ricerca sul web per capire l’entità del costo dei ricambi. Un consiglio: la rincorsa al ricambio più economico non è la scelta migliore 😉

Gepostet von Digital Sherpa am Mittwoch, 8. Januar 2020

Massimiliano ha quindi creato una pagina Facebook chiamata “Digital Sherpa” in cui dà supporto tecnologico alle persone in difficoltà durante questo periodo di Coronavirus: “sono molti, tanti milanesi, ma mi fa piacere rendermi utile e poter restituire, almeno in parte, tutte le opportunità che questa città e i suoi abitanti mi hanno dato”.